Sarda orgogliosa nell’algida Olanda

Laconi, il racconto di Maria Giovanna Argiolas manager turistica ad Amsterdam

LACONI. Una promettente carriera in Italia nel settore del Management, poi l’opportunità di lavorare all’estero. Maria Giovanna Argiolas, laconese, da due anni vive e lavora ad Amsterdam in un’azienda olandese che opera nel settore turistico. Per lei questa primavera ha un sapore diverso, quello amaro del Lockdown. «Si vive in apparenza normalmente – racconta – quasi a non voler vedere i morti che ancora crescono di giorno in giorno». Mentre resta acceso il dibattito sulla posizione dell’Olanda in riferimento agli aiuti ai Paesi Ue, la sensazione è quella di poca empatia. «Quando il resto dell’Europa ancora non registrava casi – racconta Maria Giovanna – mi aveva colpito il distacco e la freddezza dei colleghi olandesi quando si parlava del covid-19 e di ciò che succedeva in Italia. Stavo lavorando ad una presentazione sul mercato del turismo italiano e i numeri avevano già subito un crollo spaventoso; avevo le lacrime mentre raccoglievo i dati, ma ho deciso di presentare l’Italia per ciò che è: il bel paese, nonostante il virus».

I paesi del Nord Europa nell’ideale collettivo sono quelli a maggior efficienza, ma nessuno è perfetto. «I servizi funzionano; penso all’estrema puntualità dei mezzi pubblici, la velocità del disbrigo della burocrazia, ma allo stesso tempo, l’Olanda, continua ad utilizzare una quantità esagerata di carta per tutte le comunicazioni. Il comune di Amsterdam, ad esempio, lascia in ogni cassetta postale una comunicazione cartacea ogni volta che una linea pubblica subisce una variazione». E pur vivendo in un paese all’avanguardia, in questo preciso momento, il paese che ha dato l’esempio in termini di scienza e coscienza, è stato l’Italia. «Sono molto orgogliosa del mio paese e non solo per le misure adottate. Costantemente esposta a critiche e giudizi, in questa occasione, l’Italia e ancor più la Sardegna hanno dato a tutti un grande esempio nel portare avanti una battaglia comune per difendere il valore della vita di ogni singolo cittadino, a prescindere dall’età e dallo stato sociale. Cosa che non succede qui». Tornare a casa, quando sarà possibile è, comunque, il desiderio più grande di tutti i sardi all’estero. «La mia famiglia – dice Maria Giovanna - è il mio pensiero costante; è difficile spiegare come ci si sente a non poter rientrare. (iv.ful.)

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