Cabras, due nuovi positivi tra loro un medico di base
di Valentina Atzeni
L’altro paziente era a casa da metà marzo ma è stato testato solo venerdì Abis: «Abbiamo sessanta persone in quarantena, solo a trenta fatti i tamponi»
3 MINUTI DI LETTURA
CABRAS. La tregua durata due settimane si è improvvisamente interrotta. A Cabras ci sono due nuovi casi di Covid-19, uno è un residente, l’altro è uno dei medici di base che lavorano in paese, pur non vivendoci. E il sindaco, visti i casi e le loro caratteristiche, è preoccupato.
«Il residente contagiato è stata male a metà marzo ed è stato controllato risultato positivo al virus pochi giorni fa». Prima del 25 aprile non era stato fatto nessun test al paziente. «So che negli ultimi giorni era partita una nuova segnalazione alla Assl da parte del medico curante, per ottenere il tampone» aggiunge Abis.
La notizia del nuovo contagio è accompagnata da quella della positività di un medico di base che non è residente ma opera nel paese lagunare. Il che farebbe aumentare il rischio di diffusione dell’infezione da Covid-19. «Sappiamo che il sanitario ha operato in sicurezza, indossando i dispositivi di protezione individuale e contingentando gli ingressi in ambulatorio» rassicura il sindaco, ma certo l’applicazione dei protocolli non basta a tranquillizzare, anche perchè c’è un altro elemento che fa riflettere.
Al momento infatti sono circa sessanta le quarantene attivate in opaesed, ma solo per metà di queste è stato già fatto il tampone di verifica. Il numero delle quarantene è destinato ad aumentare perché ancora non sono stati considerati gli effettivi contatti tra il medico positivo e i suoi pazienti. Stabilirli potrebbe peraltro non essere così semplice, ma in ogni caso non saranno certo pochi.
Così il sindaco Abis ancora una volta lancia un appello all’Assl di Oristano per incrementare subito il numero delle verifiche. «Secondo noi il virus sta circolando molto più di quanto i dati ufficiali dicano. Scriverò alla ATS per richiedere l’immediata mappatura sierologica di tutte le quarantene attivate a Cabras. Chiederò anche i test dei soggetti che il medico di base, operante nel territorio comunale, inoltrerà come segnalazione alla ATS».
L’obiettivo del primo cittadino è quello di ottenere una mappatura di chi ha contratto il virus, così che il paese possa prepararsi al meglio alla prossima fase due.
«Cabras ricava una grossa parte delle entrate dal turismo», aggiunge Abis che guarda anche in prospettiva. «Se riuscissimo ad avere dati certi sui casi di positività e potessimo far entrare in Sardegna solo turisti ai quali è stato fatto un test, potremmo fare della nostra Regione, e così per il nostro territorio un punto di turismo sicuro, trasformando l’isolamento in un’arma vincente».
Discorso a parte quello che concerne il sostegno alle imprese: l’amministrazione ha deciso di non elargire un aiuto economico alle partite iva. «E’ un argomento delicato. I motivi per cui non possiamo destinare un finanziamento alle attività sono semplici – spiega il primo cittadino – a cominciare dal fatto che non abbiamo risorse in avanzo per poter aiutare tutte le imprese che insistono nel Comune. Inoltre ritengo non sia giusto usare i fondi destinati ai servizi. Attendo i finanziamento statali promessi. Finché non saprò se e in quali termini il nostro territorio verrà aiutato per la copertura delle perdite, non sono in grado di identificare somme da destinare alle imprese, che vanno aiutate tutte, senza eccezioni». Per Cabras in programma c’è una riduzione delle imposte per gli operatori del settore turistico, come la tari e la tassa sul suolo pubblico.
Il sindaco ieri ha anche annunciato che intende fare in modo che il banco alimentare diventi un punto di riferimento stabile per chi presenta difficoltà.
«Il residente contagiato è stata male a metà marzo ed è stato controllato risultato positivo al virus pochi giorni fa». Prima del 25 aprile non era stato fatto nessun test al paziente. «So che negli ultimi giorni era partita una nuova segnalazione alla Assl da parte del medico curante, per ottenere il tampone» aggiunge Abis.
La notizia del nuovo contagio è accompagnata da quella della positività di un medico di base che non è residente ma opera nel paese lagunare. Il che farebbe aumentare il rischio di diffusione dell’infezione da Covid-19. «Sappiamo che il sanitario ha operato in sicurezza, indossando i dispositivi di protezione individuale e contingentando gli ingressi in ambulatorio» rassicura il sindaco, ma certo l’applicazione dei protocolli non basta a tranquillizzare, anche perchè c’è un altro elemento che fa riflettere.
Al momento infatti sono circa sessanta le quarantene attivate in opaesed, ma solo per metà di queste è stato già fatto il tampone di verifica. Il numero delle quarantene è destinato ad aumentare perché ancora non sono stati considerati gli effettivi contatti tra il medico positivo e i suoi pazienti. Stabilirli potrebbe peraltro non essere così semplice, ma in ogni caso non saranno certo pochi.
Così il sindaco Abis ancora una volta lancia un appello all’Assl di Oristano per incrementare subito il numero delle verifiche. «Secondo noi il virus sta circolando molto più di quanto i dati ufficiali dicano. Scriverò alla ATS per richiedere l’immediata mappatura sierologica di tutte le quarantene attivate a Cabras. Chiederò anche i test dei soggetti che il medico di base, operante nel territorio comunale, inoltrerà come segnalazione alla ATS».
L’obiettivo del primo cittadino è quello di ottenere una mappatura di chi ha contratto il virus, così che il paese possa prepararsi al meglio alla prossima fase due.
«Cabras ricava una grossa parte delle entrate dal turismo», aggiunge Abis che guarda anche in prospettiva. «Se riuscissimo ad avere dati certi sui casi di positività e potessimo far entrare in Sardegna solo turisti ai quali è stato fatto un test, potremmo fare della nostra Regione, e così per il nostro territorio un punto di turismo sicuro, trasformando l’isolamento in un’arma vincente».
Discorso a parte quello che concerne il sostegno alle imprese: l’amministrazione ha deciso di non elargire un aiuto economico alle partite iva. «E’ un argomento delicato. I motivi per cui non possiamo destinare un finanziamento alle attività sono semplici – spiega il primo cittadino – a cominciare dal fatto che non abbiamo risorse in avanzo per poter aiutare tutte le imprese che insistono nel Comune. Inoltre ritengo non sia giusto usare i fondi destinati ai servizi. Attendo i finanziamento statali promessi. Finché non saprò se e in quali termini il nostro territorio verrà aiutato per la copertura delle perdite, non sono in grado di identificare somme da destinare alle imprese, che vanno aiutate tutte, senza eccezioni». Per Cabras in programma c’è una riduzione delle imposte per gli operatori del settore turistico, come la tari e la tassa sul suolo pubblico.
Il sindaco ieri ha anche annunciato che intende fare in modo che il banco alimentare diventi un punto di riferimento stabile per chi presenta difficoltà.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
