La Nuova Sardegna

Oristano

la denuncia 

Diciotto giorni in attesa del funerale

L’ex infermiere del San Martino non può ancora seppellire la madre 

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ORISTANO. «Le povere spoglie di mia madre attendono ancora la cremazione». Sembra non dover avere fine, il dolore di Francesco Loglisci e della sua famiglia. Anna Manfredi, 92 anni, madre dell’ex infermiere del San Martino ha cessato di vivere il 10 di aprile, stroncata dal Covid-19, contratto nella Rsa “San Giuseppe” di Milano, dove era ospite da quando, a seguito di due fratture, aveva perduto l’autonomia. Per la cremazione i familiari avevano dovuto far portare le spoglie fino Gemona, in Friuli, per la lunghissima lista d’attesa in tutta la Lombardia. A distanza di quasi tre settimane, però, la cremazione non è ancora avvenuta. «È una attesa logorante, che rende ancora più insopportabile la morte di nostra madre», dice Loglisci. Né lui ne le sorelle, avevano potuto starle accanto, da quando ai primi di marzo, a seguito della pandemia, erano state vietate le visite dei parenti. Solamente due giorni prima, dalla struttura, era arrivata la comunicazione alla famiglia che le condizioni di salute della signora stavano precipitando. Nessuno prima, come aveva comunicato che la signora Manfredi si era ammalata. «Nostra madre è morta da sola, come tanti ospiti della stessa struttura, contagiati dal coronavirus – conclude Loglisci – e noi ancora non possiamo neppure avere un luogo dove poterla piangere». (m.c.)

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