Noioso consiglio via web, in nottata voto sul bilancio
di Davide Pinna
Bordate al presidente del consiglio Franceschi per la gestione dell’aula La maggioranza evita il dibattito e teme di dover presto aumentare i tributi
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ORISTANO. Aula occupata, sei consiglieri di minoranza svolgono la riunione da lì, nonostante la contrarietà del presidente, e mantenendo le distanze fra loro. Tutti gli altri in videoconferenza, anche se alcuni esponenti della Giunta partecipano dai loro uffici. Il primo punto all'ordine del giorno impegna quasi due ore, e si trattava solo di una questione procedurale: l'approvazione del decreto che norma le sedute in videoconferenza del Consiglio comunale di Oristano. I nomi dei consiglieri comunali vengono snocciolati più volte in ordine alfabetico, non c'è altro modo di verificare la costante presenza del numero legale. Se la Settimana Santa non fosse passata da un po', qualcuno avrebbe pensato bene di definire la prima seduta in remoto dell'assemblea civica oristanese una Via Crucis. I mezzi tecnici, per dir la verità, funzionano anche bene. Il problema sta nelle procedure: troppo macchinose per la riunione online, ma in politica la forma è sostanza e di quelle procedure non si potrebbe fare a meno, sebbene molte saltino comunque. La seduta che doveva avere come oggetto il passaggio politico più importante per l'amministrazione comunale, il bilancio 2020, diventa così tutt'altro. Il documento contabile, arriva infatti alla discussione solo alle nove di sera e, complice la stanchezza, coincide con il momento in cui iniziano a sentirsi sullo sfondo telegiornali e chiacchierate famigliari, con molti consiglieri, anche di maggioranza, che sbuffano quando per l'ennesima volta il loro cognome finisce nell'appello del presidente Franceschi.
La prima parte è tutta dedicata alle bordate della minoranza nei suoi confronti: «Il legislatore le ha dato un ruolo di garanzia verso tutto il consiglio, lei invece ha fatto gli interessi della maggioranza. Speriamo che da domani si possa tornare a lavorare in modo serio e sereno» attacca il capogruppo democratico Efisio Sanna. Dalla maggioranza la difesa: «Il presidente ha salvaguardato la salute di tutti. Mi chiedo cosa sarebbe successo se avessimo fatto la riunione in presenza e dopo dieci giorni qualcuno si fosse scoperto positivo al Covid-19» afferma Pecoraro (Udc). Poi arriva la presentazione del bilancio da parte del neo-assessore Angelo Angioi: «Avrei preferito presentarlo in aula guardandovi in faccia, ma siamo in una situazione di emergenza» spiega l'esponente di Fratelli d'Italia. Ed è proprio all'emergenza che fa riferimento, illustrando i provvedimenti adottati dalla Giunta nelle ultime settimane e annunciando: «Stiamo valutando di dare ulteriori aiuti alle imprese, o attraverso un prestito o attraverso un credito d'imposta. Speriamo di non dover metter mano ai tributi comunali, ma in caso di recessione economica dovremo valutare l'ipotesi». Parla solo Angioi, anche se la prassi negli anni scorsi è che ogni assessore presentasse la sua parte di bilancio. Quando tocca all'opposizione, si riparte con gli attacchi: «Non c'entra niente con la tutela della salute, il fatto che gli assessori non debbano parlare – protesta Federico – è una mezza farsa». A difendere la Giunta e l'assessore ci pensano solo Veronica Cabras, presidente della commissione Bilancio, Peppi Puddu, compagno di partito di Angioi, e Davide Tatti di Forza Paris. E dopo le 23 il voto che saluta l’anomala assemblea. Anna Maria Uras, civica di sinistra vota sì il bilancio, «ma solo a causa dell’emergenza». Per il sindaco Lutzu «bilancio da approvare, anche così, per sbloccare servizi sociali e lavori pubblici».
La prima parte è tutta dedicata alle bordate della minoranza nei suoi confronti: «Il legislatore le ha dato un ruolo di garanzia verso tutto il consiglio, lei invece ha fatto gli interessi della maggioranza. Speriamo che da domani si possa tornare a lavorare in modo serio e sereno» attacca il capogruppo democratico Efisio Sanna. Dalla maggioranza la difesa: «Il presidente ha salvaguardato la salute di tutti. Mi chiedo cosa sarebbe successo se avessimo fatto la riunione in presenza e dopo dieci giorni qualcuno si fosse scoperto positivo al Covid-19» afferma Pecoraro (Udc). Poi arriva la presentazione del bilancio da parte del neo-assessore Angelo Angioi: «Avrei preferito presentarlo in aula guardandovi in faccia, ma siamo in una situazione di emergenza» spiega l'esponente di Fratelli d'Italia. Ed è proprio all'emergenza che fa riferimento, illustrando i provvedimenti adottati dalla Giunta nelle ultime settimane e annunciando: «Stiamo valutando di dare ulteriori aiuti alle imprese, o attraverso un prestito o attraverso un credito d'imposta. Speriamo di non dover metter mano ai tributi comunali, ma in caso di recessione economica dovremo valutare l'ipotesi». Parla solo Angioi, anche se la prassi negli anni scorsi è che ogni assessore presentasse la sua parte di bilancio. Quando tocca all'opposizione, si riparte con gli attacchi: «Non c'entra niente con la tutela della salute, il fatto che gli assessori non debbano parlare – protesta Federico – è una mezza farsa». A difendere la Giunta e l'assessore ci pensano solo Veronica Cabras, presidente della commissione Bilancio, Peppi Puddu, compagno di partito di Angioi, e Davide Tatti di Forza Paris. E dopo le 23 il voto che saluta l’anomala assemblea. Anna Maria Uras, civica di sinistra vota sì il bilancio, «ma solo a causa dell’emergenza». Per il sindaco Lutzu «bilancio da approvare, anche così, per sbloccare servizi sociali e lavori pubblici».
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