Test sierologici al carcere di Massama
Ieri via allo screening, coinvolti il personale e l’intera popolazione carceraria
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ORISTANO. I test si fanno, magari non secondo una tempistica ottimale, ma almeno hanno avuto inizio. Ieri, come ha riportato anche nei social la consigliera regionale della Lega, eletta a Oristano e medico, Annalisa Mele, Massama è il primo penitenziario sardo in cui sono stati avviati i test sierologici per verificare l’esposizione al covid19, a tappeto su personale e reclusi. La decisione della Assl dovrebbe essere stata legata anche alle preoccupazioni espresse da personale e parenti dei detenuti per le oggettive difficoltà ambientali del carcere, luogo meno adatto al contenimento di una patologia respiratoria. A alla buona notizia per l’avvio dello screening in carcere si aggiunge anche quella per l’inizio degli esami sierologici per il personale dell’ospedale. In realtà si è in forte ritardo. Il 21 aprile il direttore della Assl Meloni aveva mandato una dettagliata nota a tutti i responsabili delle strutture ospedaliere e del territorio e ai medici di base dove si annunciava che «entro pochi giorni» sarebbe stato avviata l’indagine sierologica del personale sanitario e ospedaliero. Forse complice i ponti e le feste, sono passate due settimane prima dei fatti. Così come è partito ieri un corso regionale di formazione sulla vestizione-svestizione del personale sanitario, con e-learning e addestramento pratica. A emergenza, si spera, terminata.
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