buoni spesa
Settecento le famiglie assistite
Esauriti i fondi disponibili, il Comune attinge da risorse proprie
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ORISTANO. Fino ad oggi non era stato possibile fare una stima precisa dell'impatto della quarantena sull'economia delle famiglie oristanesi. Ci si doveva accontentare delle impressioni e delle grida d'allarme lanciate dalle associazioni che operano nel campo del volontariato, spesso ritrovatesi soverchiate dall'aumento della mole di lavoro che ha coinciso con l'avvio del lockdown. Ora c'è un primo numero; riguarda i buoni spesa erogati dal Comune sulla base del finanziamento disposto dal governo e gestito con un'ordinanza della Protezione Civile. Il limite è stato raggiunto alle 14 del 24 aprile, quando il Comune ha ritenuto idonee ad accedere al sussidio ben 744 domande, le quali utilizzano completamente il fondo a disposizione dell'ente locale. Anzi, l'amministrazione ha dovuto aggiungere qualcosa di tasca propria, perché i 172 mila euro stanziati per la stampa dei buoni spesa non bastavano. Le domande per i buoni spesa, dei voucher di diverso taglio e proporzionati alle dimensioni del nucleo famigliare, andavano presentate da un solo componente per ogni nucleo. Facile quindi immaginare che i cittadini che hanno usufruito della misura siano almeno il doppio rispetto al numero di domande presentate: un numero non irrilevante in una cittadina di 32 mila abitanti. Che la misura fosse particolarmente attesa in città, lo dimostra il fatto che nei primi giorni fossero state presentate 200 domande. Ogni beneficiario ha avuto un blocchetto di voucher il cui valore complessivo oscillava tra i 150 per le persone sole e i 500 euro per le famiglie più numerose. (dav.pi.)
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