L’emergenza non ferma gli studenti giornalisti

Ghilarza, i ragazzi del Mariano IV hanno lavorato in remoto per mandare in stampa Volta Pagina

GHILARZA. Aule deserte e scrivanie vuote all'istituto Mariano IV, ma giornalisti sempre all’opera, anche durante la pandemia. Dopo la serrata delle scuole l’attività di redazione degli studenti è proseguita con il telelavoro, che ha permesso di mandare in stampa il nuovo numero di Volta Pagina. La testata del liceo è lo specchio del momento che il Paese e la comunità internazionale stanno attraversando a causa dei problemi medici. L’ultimo numero, infatti, punta il focus su molti aspetti legati alla situazione sanitaria contestualizzando l’emergenza e le sue implicazioni sociali ed economiche e aprendo una finestra sul mondo.

La redazione è entrata virtualmente negli ospedali, ha viaggiato nel tempo facendo un parallelismo tra le ristrettezze subite dalle popolazioni locali durante la seconda guerra mondiale e i sacrifici imposti dalla quarantena di oggi. Ha affrontato il tema dell’isolamento nei piccoli paesi dell’interno tra rinunce forzate e riscoperta del senso di comunità e del valore della famiglia.

Volta Pagina descrive inoltre com’è vissuta e gestita l’emergenza in Cina e negli Stati Uniti e affronta il tema degli effetti collaterali che la massiccia informazione, vera e falsata, ha avuto sugli individui. Nel ricco contenitore confezionato dagli studenti, coordinati dalle docenti responsabili Luciana Putzolu e Rita Pala, si possono leggere le interviste al direttore d’area dell’Ats-Assl di Oristano, Mariano Meloni, interrogato sul rilancio dell’ospedale Delogu e sull’apertura di un reparto Covid nella fase 3, e le domande sul clima che si respira in corsia e nei reparti, rivolte all’ostetrica Michela Fadda.

Grazie agli studenti-cronisti, il lettore può varcare i confini nazionali e scoprire come la pandemia ha condizionato le scelte della Cina, affidandosi all’esperienza e alla conoscenza dirette del giornalista e sinologo Gianluca Atzori, originario di Macomer. E dal continente asiatico si può spostare in America del Nord, a Chicago e a Whashington D.C., dove vivono e lavorano il neuroscienziato Graziano Pinna e il ricercatore Fabio Murgia.

Un altro punto di vista proposto dai ragazzi è quello degli anziani che hanno conosciuto la guerra e il nazi-fascismo e che oggi combattono un altro nemico letale. (mac)

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