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Fase 2, incognite e silenzi per i tanti pazienti cronici

Fase 2, incognite e silenzi per i tanti pazienti cronici

ORISTANO. Il ritardo nella ripresa delle attività ambulatoriali negli ospedali e nei poliambulatori sta destando forte allarme. In questi giorni continuano gli appelli da parte delle associazioni che...

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ORISTANO. Il ritardo nella ripresa delle attività ambulatoriali negli ospedali e nei poliambulatori sta destando forte allarme. In questi giorni continuano gli appelli da parte delle associazioni che sollecitano la Regione e l’Ats ad intervenire per garantire la ripresa delle visite specialistiche, degli esami, degli interventi chirurgici programmati fermi da oltre 70 giorni. «Un blocco che grava in particolare sui malati oncologici, sui pazienti affetti da malattie croniche e sulle loro famiglie, tutti esposti a gravi rischi e disagi», scrivono in una nota congiunta, “Socialismo Diritti Riforme”, Fidapa Cagliari, Tribunale del Malato, Adiconsum Sardegna, “Mai più sole contro il tumore ovarico”, “Sinergia Femminile”, Ail. «Non riusciamo a comprendere perché non si garantisca finalmente ai cittadini la possibilità di accedere, seppure con i presidi individuali di protezione e le opportune misure precauzionali, ai Poliambulatori e ai Reparti ospedalieri e ai centri, anche convenzionati, di diagnosi e cura, e permanga, ancora in questa fase post emergenziale, la necessità di rapportarsi alle strutture, quando va bene, soltanto telefonicamente o con visite via skype – prosegue la nota – per molte persone, soprattutto ultra sessantacinquenni con scarsa dimestichezza con internet o per coloro che hanno gravi problemi di salute e mobilità, significa rinunciare alla diagnosi e alle cure». Spiega Giorgio Vargiu, segretario regionale di Adiconsum: « Mentre per i pazienti oncologici qualcosa si è finalmente sbloccata, per le altre patologie non si sa nulla. Soprattutto nella Assl di Oristano, tutto tace e vorremmo invece avere notizie sulla riapertura dei servizi, conoscere almeno le date previste ». Ieri sulla stessa questione è interventuta Senior Italia FederAnziani: «Siamo fortemente preoccupati per la prolungata chiusura dell’attività specialistica ambulatoriale in Sardegna e per la conseguente situazione di abbandono in cui versano i malati cronici dell’isola», ha detto Roberto Messina, Presidente di Senior Italia al termine della tavola rotonda virtuale che ha messo a confronto organizzazioni di medici, società scientifiche e pazienti con l’assessore regionale alla sanità Nieddu. (m.c.)

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