sanitÀ
Nasce il reparto di ortopedia alla clinica Madonna del Rimedio
di Piero Marongiu
ORISTANO. Da lunedì nella Casa di Cura Madonna del Rimedio, sarà operativo il reparto di Ortopedia e già nella stessa mattina verranno effettuati i primi interventi chirurgici. Il progetto era stato...
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ORISTANO. Da lunedì nella Casa di Cura Madonna del Rimedio, sarà operativo il reparto di Ortopedia e già nella stessa mattina verranno effettuati i primi interventi chirurgici. Il progetto era stato iniziato nove anni fa dal presidente del consiglio di amministrazione, il notaio Alberto Floris, con l’ex direttore sanitario Antonio Sulis, e prese il via da un’analisi effettuata sulla migrazione dei pazienti oristanesi verso altre province e fuori Regione. In quella fase emerse che tale mobilità comportava costi elevatissimi all’Assl per circa 18 milioni all’anno, a cui si sommavano i disagi per chi per una protesi doveva spostarsi dal proprio territorio.
A dirigere il nuovo reparto, dotato di strumentazione per la diagnosi di ultimissima generazione, sarà il chirurgo ortopedico Pier Damiano Mulas, che si avvarrà di colleghi di provata esperienza e professionalità già suoi collaboratori. «Abbiamo deciso di percorrere questa strada dopo lo studio che ha evidenziato la mobilità passiva di pazienti ortopedici oristanesi – ha spiegato il direttore generale Mario Alberto Floris –. È una decisione strategica per la sanità del territorio, nata anche grazie al sostegno dei consiglieri regionali oristanesi, di questa e della precedente legislatura, e del presidente provinciale dell’ordine dei medici, il dottor Antonio Sulis».
Il reparto avrà dieci posti letto, in stanze dotate di moderni presidi tecnologici. L’attività del dottor Mulas e della sua équipe è indirizzata, principalmente, al trattamento delle patologie degenerative articolari e del paziente sportivo traumatizzato, attraverso le nuove tecniche messe a disposizione dalla chirurgia protesica mini-invasiva.
«Ci siamo dedicati allo sviluppo e all’utilizzo delle tecniche artroscopiche per la risoluzione di lesioni traumatiche – spiega il dottor Mulas – e quando possibile anche degenerative, nelle articolazioni dell’anca, del ginocchio, della caviglia e della spalla». Nessun doppione quindi con il San Martino. «Il nostro obiettivo è quello di porre l’ortopedia al servizio del paziente, riportandolo al centro di un percorso diagnostico terapeutico e di rieducazione sia dal punto di vista ortopedico che da quello psicologico, consentendogli così di migliorare la sua qualità di vita», aggiunge Pier Damiano Mulas.
Due sono gli obiettivi: utilizzo di tecniche chirurgiche mini invasive; studio e sviluppo di tecniche sempre più moderne. «Diamo alla provincia i servizi di cui è carente - precisa il direttore sanitario, Francesco Meloni –. Per farlo utilizziamo strumenti moderni e di grande affidabilità, come la macchina per la risonanza magnetica, la più moderna presente oggi in Sardegna». L’apertura del reparto di ortopedia consentirà al paziente di iniziare e chiudere il percorso, che prevede la diagnosi, l’intervento chirurgico e la riabilitazione.
A dirigere il nuovo reparto, dotato di strumentazione per la diagnosi di ultimissima generazione, sarà il chirurgo ortopedico Pier Damiano Mulas, che si avvarrà di colleghi di provata esperienza e professionalità già suoi collaboratori. «Abbiamo deciso di percorrere questa strada dopo lo studio che ha evidenziato la mobilità passiva di pazienti ortopedici oristanesi – ha spiegato il direttore generale Mario Alberto Floris –. È una decisione strategica per la sanità del territorio, nata anche grazie al sostegno dei consiglieri regionali oristanesi, di questa e della precedente legislatura, e del presidente provinciale dell’ordine dei medici, il dottor Antonio Sulis».
Il reparto avrà dieci posti letto, in stanze dotate di moderni presidi tecnologici. L’attività del dottor Mulas e della sua équipe è indirizzata, principalmente, al trattamento delle patologie degenerative articolari e del paziente sportivo traumatizzato, attraverso le nuove tecniche messe a disposizione dalla chirurgia protesica mini-invasiva.
«Ci siamo dedicati allo sviluppo e all’utilizzo delle tecniche artroscopiche per la risoluzione di lesioni traumatiche – spiega il dottor Mulas – e quando possibile anche degenerative, nelle articolazioni dell’anca, del ginocchio, della caviglia e della spalla». Nessun doppione quindi con il San Martino. «Il nostro obiettivo è quello di porre l’ortopedia al servizio del paziente, riportandolo al centro di un percorso diagnostico terapeutico e di rieducazione sia dal punto di vista ortopedico che da quello psicologico, consentendogli così di migliorare la sua qualità di vita», aggiunge Pier Damiano Mulas.
Due sono gli obiettivi: utilizzo di tecniche chirurgiche mini invasive; studio e sviluppo di tecniche sempre più moderne. «Diamo alla provincia i servizi di cui è carente - precisa il direttore sanitario, Francesco Meloni –. Per farlo utilizziamo strumenti moderni e di grande affidabilità, come la macchina per la risonanza magnetica, la più moderna presente oggi in Sardegna». L’apertura del reparto di ortopedia consentirà al paziente di iniziare e chiudere il percorso, che prevede la diagnosi, l’intervento chirurgico e la riabilitazione.
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