La Nuova Sardegna

Oristano

In municipio lockdown sino al 31 luglio

di Enrico Carta
In municipio lockdown sino al 31 luglio

Molti uffici resteranno chiusi al pubblico ancora a lungo. I professionisti segnalano problemi per le pratiche edilizie

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ORISTANO. Il 31 luglio. Questa è la data in cui tantissimi dipendenti comunali torneranno dietro la loro scrivania e i cittadini avranno la possibilità di rivederli in viso. Mentre un po’ ovunque la vita riprende a scorrere normalmente, molti uffici restano chiusi. Non nel senso che i dipendenti non siano al lavoro, anche se spesso lo sono solo in remoto, ma perché le porte delle loro stanze sono sbarrate. Niente pubblico insomma e per i cittadini, molti funzionari pubblici continuano a essere solamente delle voci dietro un telefono o degli indirizzi mail.

Nonostante l’amministrazione si sia dotata da settimane di dispositivi di sicurezza e di barriere in plexiglass per limitare le possibilità di contagio, l’attività prosegue in moltissimi settori solamente a distanza e ciò fa riesplodere la polemica, anche perché in tutti gli altri uffici comunali delle principali città dell’isola, la possibilità di avere un contatto diretto col dipendente comunale c’è. Persino a Cagliari e Sassari, da due settimane, per incontrarsi di persona basta prendere un appuntamento.

Non a Oristano dove le lamentele si moltiplicano e riguardano moltissimi settori, tutti quelli che il sindaco tiene chiusi con un’ordinanza di qualche tempo fa. Impossibile avere un appuntamento in quello per l’edilizia privata dell’Ufficio tecnico come rimarcano gli iscritti degli ordinni professionali. Per visionare una pratica bisogna quindi inviare una mail di posta certificata, pagando anticipatamente il bollettino, salvo poi conoscere che le uniche verifiche possibili sui documenti sono quelle via telefono. Bisogna quindi fidarsi di quel che viene detto dal dipendente, senza però toccare con mano l’incartamento. Ciò crea non poco imbarazzo perché la firma su una pratica edilizia comporta anche responsabilità penali e, se ci dovesse essere un errore di consultazione da parte del funzionario, il professionista si ritroverebbe ad aver dato il via libera a qualcosa di illecito con tutte le implicazioni giudiziari che possono scaturire.

Su tutta la procedura grava poi il fatto che i dipendenti comunali non hanno una casella di posta elettronica certificata e ciò significa che la comunicazione non è da considerarsi ufficiale, cosa che sgraverebbe dalle responsabilità il profesisonista. Ma questo non è un caso isolato. È impossibile anche poter avere un confronto diretto con l’ufficio Ambiente. In più, moltissimi settori continuano a lavorare a ranghi ridotti e, per quanto il telefono squilli, parlare con i servizi per l’infanzia o con i servizi sociali diventa una questione di fortuna e di coincidenze.

«Bisogna trovare il momento giusto – attacca il capogruppo del Partito Democratico, Efisio Sanna –. Eppure ci sono gli spazi per poter incontrare i cittadini senza correre rischi. Gli uffici sono ampi, non ci sarebbe un contatto stretto. La verità è che il sindaco ha preso la vecchia ordinanza regionale e l’ha applicata. Non si è neanche posto il problema se andasse rivista per la situazione oristanese, dove i contagi sono pochissimi, e se dovesse essere rapportata alla situazione degli edifici comunali».

D’altro canto il Comune precisa la propria posizione con una nota che riprende per lo più le indicazioni date dal segretario generale, Luigi Mele. «Le chiusure, disposte fino a questo momento e valide sino al 31 luglio – si precisa – riguardano solo quelle degli uffici aperti al pubblico, ma questo non comporta l’interruzione dei servizi. La chiusura al pubblico risponde a precisi obblighi di legge». Vengono poi ricordate le varie restrizioni imposte dalla serie di decreti della presidenza del consiglio dei ministri, a dire la verità ormai un po’ datati. «Nel solco delle norme dettate a livello nazionale – prosegue la nota – il Comune ha operato in questi tre mesi, assicurando i servizi in presenza per le attività strettamente funzionali alla gestione dell’emergenza e continuando ad assicurare gli altri servizi in modalità smart working. Ne sono prova l’erogazione dei buoni spesa, dei buoni famiglia e dei contributi per il canone di locazione, così come tutte le altre prestazioni assicurate quotidianamente dagli uffici comunali. Con la progressiva e prudente ripresa di numerose attività e anche il Comune procederà a graduali riaperture».

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