La Nuova Sardegna

Oristano

La sanità al rallentatore, «Impossibile fare le visite»

di Michela Cuccu
La sanità al rallentatore, «Impossibile fare le visite»

L’attenzione sul Coronavirus ha bloccato il resto delle attività mediche pubbliche CittadinanzAttiva denuncia: «Pazienti in attesa da mesi per fare i controlli»

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ORISTANO. «I pazienti si sentono dimenticati: enti e Regione si attivino con urgenza per garantire il diritto alla salute». I poliambulatori pubblici sono chiusi ormai da più di ottanta giorni e ora, anche CittadinanzAttiva chiede un intervento immediato che consenta la ripresa delle visite specialistiche. La responsabile provinciale dell’associazione, Maria Grazia Fichicelli, denuncia una situazione che ha ormai superato ogni limite di sopportazione: «I più penalizzati sono i malati oncologici, ma anche i diabetici, i cardiopatici, i nefropatici, i malati psichiatrici e i pazienti in attesa di riprendere le sedute di fisioterapia. A tutto ciò si aggiunge l’incredibile burocrazia dei percorsi» si legge nella nota.

«Occorre trovare con grande tempestività il modo per recuperare i mesi di sospensione e ripensare come organizzare al meglio la sanità pubblica e permettere alle persone di curarsi in sicurezza». Sono tante le richieste arrivate in questi giorni a CittadinanzAttiva da pazienti che attendono di ricevere le visite e le cure necessarie. «Ci sono esempi clamorosi, come, quello del paziente che, prima dell’emergenza Covid, era stato sottoposto a un intervento chirurgico e che quasi subito dopo esser stato dimesso ha iniziato ad avere la febbre a 37 e mezzo. Proprio per questa temperatura che non è altissima, ma comunque è il limite fissato in questa emergenza, gli si continua a negare persino l’accesso alle analisi che potrebbero accertarne la causa», racconta Maria Grazia Fichicelli che riferisce di altri casi: «In pronto soccorso la situazione è stata dura per gli operatori, ma anche per i pazienti poi ci sono stati casi di intoppi burocratici che hanno ritardato visite specialistiche urgenti».

Fra i più esposti ci sono gli anziani soli. «Sono persone con gravi problemi di salute e di mobilità, ma che non sanno usare internet e devono rinunciare alle cure e alle diagnosi, all’assistenza domiciliare e di sostegno economico», racconta ancora la responsabile. A queste vicende si aggiungono quelle dei pazienti costretti a rivolgersi alle strutture di diagnostica privata, magari, pagando di tasca le visite che, la sanità pubblica ha sospeso, non si sa ancora fino a quando. È il caso di un paziente operato alla prostata per problemi oncologici: non potendo sottoporsi alla visita di controllo programmata, non ha avuto altra scelta se non quella di fare un’ecografia in uno studio privato per sapere come, dopo ormai quasi tre mesi, la situazione stesse procedendo. Ma è comunque una visita parziale.

«Siamo fortemente preoccupati per questa situazione – dice la responsabile di CittadinanzAttiva, ponendo in risalto il paradosso di queste settimane di riapertura delle attività economiche –. Aprono le spiagge, i ristoranti, le palestre, le parrucchiere e tutte le altre attività commerciali e non aprono ancora i centri medici specialistici e i poliambulatori. Il ripristino della normale attività operativa è in notevole ritardo».

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