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Oristano

«Dormitorio, errori a ripetizione»

«Dormitorio, errori a ripetizione»

Maria Obinu (Pd) accusa di inerzia e insensibilità la giunta comunale

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ORISTANO. «La vicenda del dormitorio non è soltanto gravissima ma anche la conferma della mancanza di volontà politica di voler affrontare e risolvere i problemi delle fasce più deboli della popolazione».

È pesantissimo il giudizio di Maria Obinu sulla chiusura del dormitorio di via Palmas. La Obinu, adesso consigleira comunale di minoranza elettra nelle liste del Pd, era assessora alle Politiche sociali, quando, sei anni fa la struttura del plus venne inaugurata, affidandone da subito la gestione al volontariato. Oggi, che siede sui banchi dell'opposizione, lancia un vero e proprio affondo alla Giunta Lutzu.

«Sapevano da marzo che da quella struttura il dormitorio si sarebbe dovuto spostare. L'appartamento già da allora era stato messo in vendita. Siamo a giugno e nessuna soluzione alternativa è stata trovata, se non, ma questo era un atto dovuto, trovare sistemazione agli ospiti in albergo: una soluzione a tempo, troppo onerosa per il Comune e neppure la migliore per gli utenti». Il problema è che quasi in contemporanea è arrivata l'emergenza Covid a creare sicuramente qualche intoppo alla ricerca di un nuovo stabile per il dormitorio, con gli spazi a sufficienza per garantire la sicurezza sanitaria degli ospiti e dei volontari che mandano avanti il servizio. Obinu è critica anche su questo aspetto.

«Sono convinta che negli uffici dei Servizi sociali si stiano facendo in quattro per trovare i locali e non abbiano mai smesso di cercarli, nemmeno durante il lockdown. Il problema è che non c'è stata la volontà politica di affrontare da subito e bene la situazione». Poi aggiunge: «Adesso, il rischio è non solo di buttare per strada delle persone, ma anche di far stracci di una grande esperienza, quella dei volontari di Domus Oristano, che non si limitavano a far trovare un letto e un riparo a ai senzatetto. Offrivano anche dei momenti si socializzazione: cenavano e facevano colazione con loro, si preoccupavano di avvertire i Servizi sociali se c'era un bisogno. Se il dormitorio non riaprirà al più presto, perderemo moltissimo».

La denuncia dell'ex assessora assume maggior gravità quando rivela: «Alcuni degli ex ospiti del dormitorio stanno già dormendo per strada, rifiutandosi di andare in albergo perché non è quello il tipo di sistemazione per le loro esigenze. Sembra strano, vero? – conclude – ma un senzatetto non ha solo bisogno di un letto. È una persona sola, vulnerabile e la solidarietà, il poter parlare con chi sa che ha a cuore i suoi problemi, sono bisogni che a volte sono anche maggiori di una stanza d'albergo, per quanto confortevole essa sia».(m.c.)

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