La Nuova Sardegna

Oristano

Cabras spera nel miracolo per la Corsa degli Scalzi

di Valentina Atzeni
Cabras spera nel miracolo per la Corsa degli Scalzi

Riunione tra il sindaco, il parroco e i corridori per la festa di San Salvatore Don Bruno Zucca: «La tradizione sarà rispettata se le regole lo consentiranno»

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CABRAS. San Salvatore farà il miracolo? Stavolta non deve scacciare i mori e il pericolo che arriva dal mare, come racconta la leggenda. Eppure l’impresa sembra ancora più ardua dato che a essere messo in discussione è lo svolgimento stesso della Corsa degli Scalzi. La tradizione millenaria vacilla infatti davanti all’emergenza sanitaria e la processione degli uomini in corsa resta un’incognita. I priori si sono incontrati ieri sera al centro polivalente di via Tharros insieme ai componenti del direttivo dell’associazione Is Curridoris per cercare soluzioni che al momento sembrano premature. Su questo sono tutti d’accordo, soprattutto il primo cittadino Andrea Abis, presente all’incontro insieme al parroco don Bruno Zucca. «È troppo presto per decidere sia per il sì che per il no – ha affermato il sindaco –. Non possiamo dare false illusioni, solo ad agosto potremo stabilire con certezza se la corsa si terrà e, eventualmente, in quali condizioni».

La corsa è di per sé un assembramento e qualora le norme ancora prevedessero delle restrizioni, sarebbe troppo complicato riuscire a evitare anche la presenza delle migliaia di fedeli che ogni anno si riversano sulle strade per vedere is curridoris vestiti di bianco che, a loro volta, percorrono la strada tra il villaggio di San Salvatore di Sinis e la chiesa di Santa Maria Assunta in gruppo. Anche quello è un assembramento ed è un secondo imprescindibile motivo di valutazione prima di dare o meno il via libera alla manifestazione.

Tra tante incognite, la certezza è rappresentata dalla volontà di tutti i partecipanti di non snaturare l’anima della corsa. Il simulacro di San Salvatore non sarà trasportato nel villaggio del Sinis a bordo di un carro come si era pensato inizialmente, sulla scia di ciò che è stato fatto il 1° maggio a Cagliari per la festa di Sant’Efisio. «Quella che celebriamo a Cabras è una tradizione, non un voto da sciogliere come quello che riguarda Sant’Efisio – precisa don Bruno Zucca –. Pertanto rispetteremo la tradizione se le norme ce lo consentiranno, in alternativa potrà essere trasportato fino al villaggio il santino che in genere portano le donne in processione», ma sulle modalità nessuna decisione è stata presa.

Senza dubbio non ci sarà alcun ostacolo sul resto delle manifestazioni collaterali e delle celebrazioni religiose. «Faremo di tutto per organizzare al meglio il novenario – ha specificato don Zucca – perché la festa di san Salvatore non è costituita solo dalla corsa, che è il culmine dei festeggiamenti». Non è un caso che la macchina organizzativa sia già partita e i priori dovranno aggiornare gli elenchi de is mudas con tutti i partecipanti che intenderanno tenere fede alla tradizione. La proposta dei priori è anche quella di tralasciare per quest’anno l’acquisto di fiori e ricordini, ma di concentrare l’attenzione sull’obiettivo più importante che è quello di correre per il santo. Sempre che San Salvatore faccia il miracolo e il coronavirus sia un ricordo.

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