Geometri contro le agenzie funebri
Esposto per esercizio arbitrario della professione: «Si occupano di successioni»
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ORISTANO. «Le agenzie funebri non posso occuparsi delle successioni ereditarie». è il senso dell’esposto presentato dal presidente del collegio provinciale dei geometri su un presunto caso di esercizio abusivo della professione. Una vicenda che sembra destinata a scoperchiare il classico vaso Pandora, nel senso che il presidente del Collegio, Fulvio Deriu, si è rivolto non soltanto alla Camera di Commercio, ma ha segnalato la vicenda anche alla procura della Repubblica.
Al centro una o forse più agenzie funebri con sede nella Marmilla che oltre a offrire il sevizio funebre, si preoccuperebbero di assistere gli eredi del caro estinto anche in pratiche che in realtà competono ad altri professionisti, appunto i geometri, ma anche ingegneri, architetti e notai. Quando viene a mancare un familiare, si sa, ci sono una serie di adempimenti di legge a carico degli eredi. Fra questi, appunto, l’atto di successione che chi ha dovuto predisporre sa bene quanto possa diventare complicato e soprattutto costoso, non solo in ragione dell’entità delle tasse di successione che vanno versate all’Agenzia delle entrate, ma anche perché si aggiunge la parcella del professionista che redige l’atto.
Non si sa se per empatia nei confronti dei propri clienti o per aver intuito la possibilità di un ulteriore guadagno, sembra che qualche agenzia funebre abbia deciso di allargare i propri servizi «oltre alle precipue funzioni, promuovano per il tramite di una società con sede nel Veneto, pratiche di successione», racconta Deiriu che nell’esposto ha indicato anche il nome della società, una srl che si propone come «una squadra professionale specializzata in ambito legale, fiscale e tributario, medico e tecnico ricostruttivo».
Il presidente del Collegio dei geometri ritiene che questo possa comportare un danno nei confronti di chi è abilitato a redigere le successioni. Scrive infatti nell’esposto: «La disciplina dell’attività funebre non contempla servizi inerenti l’asse ereditario, quanto rilevato è ascrivibile evidentemente a un esercizio abusivo della professione, in danno agli intermediari abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni di successione». Fulvio Deriu poi aggiunge: «Chiediamo che si intervenga perché questa situazione non è tollerabile. Qui non ci troviamo solo davanti all’esercizio abusivo della professione: tutto ciò sta comportando danni economici per quei professionisti titolati a svolgere queste mansioni». (m.c. )
Al centro una o forse più agenzie funebri con sede nella Marmilla che oltre a offrire il sevizio funebre, si preoccuperebbero di assistere gli eredi del caro estinto anche in pratiche che in realtà competono ad altri professionisti, appunto i geometri, ma anche ingegneri, architetti e notai. Quando viene a mancare un familiare, si sa, ci sono una serie di adempimenti di legge a carico degli eredi. Fra questi, appunto, l’atto di successione che chi ha dovuto predisporre sa bene quanto possa diventare complicato e soprattutto costoso, non solo in ragione dell’entità delle tasse di successione che vanno versate all’Agenzia delle entrate, ma anche perché si aggiunge la parcella del professionista che redige l’atto.
Non si sa se per empatia nei confronti dei propri clienti o per aver intuito la possibilità di un ulteriore guadagno, sembra che qualche agenzia funebre abbia deciso di allargare i propri servizi «oltre alle precipue funzioni, promuovano per il tramite di una società con sede nel Veneto, pratiche di successione», racconta Deiriu che nell’esposto ha indicato anche il nome della società, una srl che si propone come «una squadra professionale specializzata in ambito legale, fiscale e tributario, medico e tecnico ricostruttivo».
Il presidente del Collegio dei geometri ritiene che questo possa comportare un danno nei confronti di chi è abilitato a redigere le successioni. Scrive infatti nell’esposto: «La disciplina dell’attività funebre non contempla servizi inerenti l’asse ereditario, quanto rilevato è ascrivibile evidentemente a un esercizio abusivo della professione, in danno agli intermediari abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni di successione». Fulvio Deriu poi aggiunge: «Chiediamo che si intervenga perché questa situazione non è tollerabile. Qui non ci troviamo solo davanti all’esercizio abusivo della professione: tutto ciò sta comportando danni economici per quei professionisti titolati a svolgere queste mansioni». (m.c. )
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