Colpita in terrazzo, «viva per miracolo»

Marina Silva Sinnone racconta la sua brutta avventura Il calcestruzzo, per fortuna friabile, ha sfiorato un orecchio

ORISTANO. Ci saranno sicuramente strascichi giudiziari per l’incidente di venerdì sera quando, dal cornicione di un palazzo di via Brunelleschi, si è staccato un pezzo di cornicione che ha colpito una signora.

La protagonista suo malgrado, dell’incidente, Marina Silva Sinnone, medico dell’ospedale san Martino, dichiara di voler affrontare l’incidente anche da un punto di vista legale: «Per prima cosa dovrò comunicare l’accaduto alla mia compagnia di assicurazioni, probabilmente mi rivolgerò ad un avvocato».

La donna racconta che abita in quel palazzo da quasi otto anni, e che tempo fa erano stati fatti degli interventi di ristrutturazione per tutta la facciata. «Questi interventi fin da subito si erano rivelati inadeguati – dice – un vero peccato perché questo è un bel palazzo».

Il medico è ancora molto spaventata: «Sono viva per miracolo: quel pezzo di muro poteva colpirmi in testa e probabilmente ora non sarei qui a raccontarlo», dice. «Stavo facendo dei lavori in terrazzo, quando quel pezzo di cornicione, staccatosi dalla parete dell’appartamento due piani superiore al suo, mi ha colpito violentemente alla spalla. Mi ha sfiorata un orecchio e davvero poteva andare peggio – dice– ma per fortuna quel materiale si è quasi sgretolato sul mio corpo: fosse stato cemento più compatto, non so se me la sarei cavata».

Dopo l’incidente i suoi familiari hanno chiamato il 118. «Io non ero in grado di parlare a causa del fortissimo spavento, così mi hanno dovuta portare in autoambulanza fino al pronto soccorso, dove sono stata curata». Ed aggiunge: « Lo choc è stato fortissimo, ricordo che però, quando sono stata portata in strada sulla barella, si è avvicinata tanta gente: i medici di un ambulatorio vicino al mio palazzo che erano preoccupatissimi e sono stati davvero gentili, ma anche i passanti, tutti a chiedere come mi sentissi, ma io stavo così male che non riuscivo neppure a parlare». Dopo l’arrivo in ospedale, Marina Silva Sinnone è stata visitata dai colleghi che l’hanno dimessa dopo i controlli che si fanno in questi casi, rimandandola a casa con una prognosi di dieci giorni di cure. «Sono forte – dice abbozzando un timido sorriso – adesso però un cruccio: vorrei ringraziare tutte le persone che ieri sera si sono preoccupate per me. Compreso l’avvocato che, non ho riconosciuto ma che si è dichiarato subito a mia disposizione, dicendomi di volermi tutelare gratis».



WsStaticBoxes WsStaticBoxes