La Nuova Sardegna

Oristano

Oristano, col georadar alla ricerca dei cunicoli medievali

Oristano, col georadar alla ricerca dei cunicoli medievali

Gli esperti in piazza Manno

2 MINUTI DI LETTURA





ORISTANO. La preparazione è lunga, ci vogliono più di due ore perché gli operatori della Henge di Cagliari allestiscano il macchinario: a mezzogiorno il georadar comincia a scrutare sotto piazza Manno: cerca anomalie. Questo il termine tecnico, che indica tutto ciò che risalta in quella zona, il centro politico della capitale giudicale, come dimostrarono anche gli scavi archeologici svolti ormai vent'anni fa.

In quell'occasione furono portati alla luce i resti di un piccolo tratto di mura giudicali che oggi giacciono nascosti sotto la pavimentazione, protetti da un telo e dalla sabbia gettata a conclusione dello scavo. Ma poi, andando verso il centro, è probabile che si incontrino cavità sotterranee: i leggendari cunicoli o più prosaiche cisterne e canali di bonifica? Lo si scoprirà più avanti. Le rilevazioni della società dell’Università di Cagliari si sono svolte alla presenza dell'assessore alla Cultura Massimiliano Sanna e di Maurizio Casu, presidente dell'Istar ma ieri presente in qualità di componente di Oristano Nascosta, l'associazione che sta portando avanti il progetto di ricerca col georadar, insieme al Comune appunto e all'equipe dell'ateneo cagliaritano guidata da Gaetano Ranieri. Il professore, che con quel macchinario ha studiato anche il sito di Mont'e Prama, oggi assisterà alle rilevazioni che si svolgeranno vicino alla chiesa e al convento di Santa Chiara. «Tutto questo è propedeutico ai lavori di rifacimento di piazza Manno – spiega l'assessore Sanna – e ci consentirà di valorizzare le vestigia del passato giudicale». Si muovono i primi passi, per il progetto di riqualificazione di uno spazio importante ma dimenticato. Sul piatto ci sono 1,5 milioni, in parte ottenuti con un mutuo: 72 mila saranno impiegati per il concorso sulla progettazione della nuova piazza. «Un'opera attesa da decenni e che oggi inizia a prendere forma» commenta il sindaco Lutzu, mentre l'assessora all'Urbanistica Dora Soru anticipa: «Con il progetto vogliamo portare alla luce e valorizzare i resti delle mura con la Port'a Mari e la Torre di San Filippo, oggi nascosti sotto la pavimentazione».(dav.pi.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative