"Non mi ha picchiata, mi sono inventata tutto", ma il giudice di Oristano non le crede
Difficile udienza al processo per maltrattamenti in famiglia
ORISTANO. «Mi sono inventata tutto: il mio compagno non mi ha picchiata». Poteva essere il colpo di scena al processo scaturito da un episodio avvenuto a marzo di due anni fa, per una tristissima storia di maltrattamenti avvenuti davanti agli occhi atterriti di una bambina. La madre, la vittima, ieri mattina però ha ritrattato ma non è stato sufficiente a scagionare l'uomo che nel frattempo, era ritornato a vivere con lei e l'aveva nuovamente picchiata e proprio per questo è stato sottoposto alla misura cautelare degli aresti domiciliari in una comunità religiosa, dove si trova in attesa del nuovo processo.Il giudice monocratico, Marco Mascia, non ha creduto alla donna, forse talmente innamorata di quell'uomo da negare tutto, senza preoccuparsi delle numerose contestazioni che le venivano mosse durante un'udienza a dir poco drammatica e conclusa con la trasmissione del verbale alla procura della Repubblica. In aula non c'era l'imputato, difeso dall'avvocata Daniela Schirru, ma c'era l'ex marito della donna, che assistito dall'avvocata Cristina Puddu, si è costituito parte civile assieme alla sua bambina, testimone involontaria di quelle violenze, almeno fino alla sentenza, presunte.
Un'udienza difficile: la donna che da vittima ora rischia di diventare a sua volta imputata, alla domande della pubblico ministero Daniela Muntoni, nel tentativo di scagionare il compagno, sarebbe caduta diverse volte in contraddizione. Nonostante le numerose contestazioni, lei ha continuato a dire di non esser mai stata picchiata, che nessun litigio sarebbe mai avvenuto di fronte alla figlioletta e che quel furto del quale accusava il suo compagno, non c'era mai stato. Un tentativo disperato, forse, dettato dal timore di perdere per sempre quell'uomo che probabilmente lei ama ancora, anche se almeno per due volte lo ha denunciato, l'ultima talmente grave da farlo arrestare.Ora spetterà al procuratore verificare i verbali e decidere se la donna dovrà essere a sua volta processata per calunnia e falsa testimonianza. Nel frattempo l'udienza è stata aggiornata a gennaio del 2021. Solo allora si saprà se la giovane madre continuerà ad autoaccusarsi e a dire di essersi inventata tutto, le botte, gli insulti, le urla o se invece, come risulterebbe dai verbali delle indagini, ci sarebbero state, quel che è peggio, sotto gli occhi di una bambina che difficilmente potrà dimenticare di aver visto sua madre maltrattata dall'uomo con il quale aveva deciso di vivere dopo che il matrimonio con suo padre era finito con una separazione.
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