Il Sinis stravolto dalle piante “aliene”

La denuncia dell’associazione civica: «Basta con gli eucaliptus e l’acacia»

CABRAS. Un territorio stravolto e un tesoro che pian piano rischia di sparire. Succede nel Sinis come denuncia l’associazione civica cabrarese per la tutela e la promozione del territorio che ha coinvolto enti locali, provinciali, regionali, associazioni ambientaliste e il ministero per l’Ambiente. Il presidente Dario Cossu lancia l’allarme «sul continuo e inesorabile stravolgimento della sua identità che da decenni va avanti a causa del costante mutamento della sua originalità e conformazione per via dell’intervento dell’uomo. «Il Sinis che vediamo oggi – dice Cossu – non ha più il volto antico che le persone più anziane ricordano».

L’associazione denuncia la costruzione di centinaia di false case agricole; l’aratura indiscriminata di aree delicate confinanti con la fascia costiera foriera di accelerazione del processo di erosione e la piantumazione di specie arboree aliene, quali l’eucaliptus e l’acacia saligna ormai diffuse in tutta la penisola. «Neppure le aree limitrofe e gli insediamenti nuragici importanti si salvano – prosegue –. Anche l’oasi di Seu è avvolta in tutto il suo perimetro da una fitta cintura di eucaliptus e acacia saligna».

La denuncia dell’associazione sottolinea come siano stati violati i vincoli di tutela senza che varie amministrazioni, i cittadini e le associazioni ambientaliste intervenissero. «Un ruolo determinante nella diffusione delle due specie arboree – prosegue Cossu – è da attribuire alla Regione che fornisce attraverso la Forestale le piantine ad agricoltori e proprietari terrieri del Sinis». Da qui l’appello a bloccare la fornitura e a istituire norme che vietino la piantumazione in tutto il Sinis. (pi.maro.)

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