San Giovanni senza fedeli, in processione i malumori

Sedilo, ad accompagnare il simulacro del santo solo il parroco e il sindaco Il primo cittadino al prefetto: «Misure più restrittive di quelle del ministero»

SEDILO. Fanno discutere le limitazioni allo svolgimento della processione in onore del patrono prevista oggi pomeriggio. Ad accompagnare il simulacro di San Giovanni Battista per le vie del paese saranno solo il parroco e il sindaco, ma quest’ultimo contesta l’esclusione dei fedeli e il divieto di sostare per strada e nelle piazze per assistere al passaggio del santo. Salvatore Pes reputa le modalità di svolgimento stabilite dalla prefettura e dalla questura, in accordo con il parroco e il vescovo di Alghero-Bosa, molto più restrittive rispetto alla circolare emanata il 13 giugno dal ministero dell’Interno.

Il primo cittadino sostiene che le limitazioni stabilite dalle autorità territoriali addirittura stridano con i contenuti del provvedimento approvato dal Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione. «Questo sta disorientando e indisponendo i cittadini. Chi non abita lungo il percorso religioso lamenta il fatto di non poter seguire l’evento», riferisce il sindaco, che ha presentato un quesito al prefetto Gennaro Capo, al questore Giusi Stellino, al vescovo Mauro Maria Morfino e al parroco don Battista Mongili. «Stanno pervenenedo alla mia attenzione numerose interrogazioni e accese lamentele di cittadini sui limiti allo svolgimento della processione del patrono», scrive nella nota inviata per conoscenza al capo della polizia Gabrielli e al ministero diretto da Luciana Lamorgese.

Forte della risposta ricevuta dal Dipartimento per le libertà civili, il sindaco ritiene che le disposizioni siano in contrasto con i contenuti della circolare e chiede alle autorità territoriali di pubblica sicurezza e a quelle religiose di conoscere i motivi di tali restrizioni ulteriori. La Prefettura ha però confermato la linea adottata in precedenza. In una riunione tecnica che si è svolta ieri con il questore e i comandanti provinciali dei carabinieri e della Guardia di finanza è stata ribadita l’opportunita di inquadrare la partecipazione dei fedeli in una cornice di sicurezza che mantenga il rispetto del divieto di assembramento.

«Nelle valutazioni – spiega la prefettura –, si è tenuto conto del mantenimento dello stato di emergenza fino al 31 luglio, della mancata previsione, a livello normativo, di regole specifiche per le processioni religiose, della possibile maggiore esposizione del territorio al rischio di contagio in ragione dell’avvio della stagione turistica e delle possibili difficoltà del sistema sanitario regionale a fronteggiare un’eventuale ripresa dei contagi».

La decisione, condivisa dai vescovi delle diocesi in cui ricadono i Comuni dell’Oristanese e delle province limitrofe, è stata presa «Per evitare di porre oneri e responsabilità in capo alle autorità sanitarie, civili e religiose» conclude la prefettura.

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