Il primo cittadino ad Abbanoa: «Bollette ai rom sbagliate»

S.N.ARCIDANO. Rischia di finire in tribunale lo scontro fra il Comune e Abbanoa per le bollette dell’acqua consumata nel campo rom. Il punto è che nonostante il campo sia abitato da più di nove anni,...

S.N.ARCIDANO. Rischia di finire in tribunale lo scontro fra il Comune e Abbanoa per le bollette dell’acqua consumata nel campo rom. Il punto è che nonostante il campo sia abitato da più di nove anni, mancano ancora i contatori e gli allacci per le singole famiglie, mentre ce n’è uno generale intestato al Comune. Ma il Comune non vuole pagare e nemmeno ha mai pagato quelle bollette che definisce “illegittime”. Dopo vani tentativi di trovare un accordo con Abbanoa, il Comune ha nominato un avvocato per risolvere, una volta per tutte, una questione con aspetti a dir poco imbarazzanti. Per adesso c'è solo una diffida, inviata dall'avvocato Giovanni Figus del Foro di Sassari all'Ente gestore delle risorse idriche, ma la vicenda potrebbe approdare in Tribunale, dato che quelle bollette ormai di diverse migliaia di euro, restano insolute. Non certo le vogliono pagare 13 famiglie rom che abitano nel campo, che lamentano di aver ricevuto da Abbanoa risposte quantomeno ambigue. Inizialmente le famiglie avevano fatto richiesta di allacci separati, uno per ogni nucleo. I nuovi contatori erano stati installati, ma solo ad alcuni «mentre tutti avevano ne avevano fatto richiesta», aggiunge il sindaco, Emanuele Cera. I “nuovi” utenti avevano anche ricevuto le prime bollette, per il pagamento dei consumi e anticipato gli oneri di allaccio. Racconta il primo cittadino: «I rom avevano pagato le bollette e anticipato le spese di allaccio. Ma anzichè scorporati, gli importi dei consumi venivano caricati anche nella fattura intestata al Comune, insomma, una doppia fatturazione». Solo dopo una verifica tecnica, il Comune fa una ulteriore scoperta. «Abbanoa nel frattempo aveva disattivato i nuovi contatori e riallacciato le utenze delle famiglie al contatore generale. Secondo l'avvocato del Comune, proprio per questo motivo «la richiesta di quei pagamenti è illegittima» è scritto nella lettera che contiene anche una diffida verso Abbanoa a realizzare in tempi rapidi gli allacci alle singole famiglie. È una situazione che va avanti da troppi anni, fra inutili ricerche di mediazione con l'Ente gestore e tentativi di convincere i rom a mantenere lo status quo e dividere fra loro i costi del servizio idrico. «La diffida ad Abbanoa è un atto dovuto – ha detto Cera, che è pure consigliere regionale per F.Italia – non potevamo fare altrimenti perchè si tratta di garantire a tutti l’acqua, bene irrinunciabile, ma forse ad Abbanoa non la pensano così».(m.c.)

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