La Nuova Sardegna

Oristano

Ardia, il vescovo fa abbassare i toni

di Maria Antonietta Cossu
Ardia, il vescovo fa abbassare i toni

Il Comune chiede un tavolo di concertazione per evitare le tensioni che hanno caratterizzato la mancata discesa

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di Maria Antonietta Cossu SEDILO. Il presente e il futuro dell’Ardia sono stati il punto focale del confronto tra il vescovo di Alghero-Bosa, monsignor Mauro Maria Morfino, responsabile anche della parrocchia di Sedilo e i vertici dell’amministrazione comunale, che si sono incontrati sabato a Sedilo.

I rappresentanti delle istituzioni religiosa e civile si sono soffermati a lungo sugli avvenimenti legati alla cancellazione della corsa equestre e delle altre processioni religiose analizzando la situazione anche alla luce delle ultime polemiche che hanno scosso e diviso il paese.

«Un incontro sereno e costruttivo» lo ha definito il vicesindaco Salvatore Putzolu, che assieme al primo cittadino Salvatore Pes e a padre Mauro Maria Morfino ha ripercorso le ultime, tormentate settimane.

I dettagli del colloquio rimangono riservati ma è facile supporre che gli amministratori abbiano ribadito e argomentato la determinazione a ricercare soluzioni alternative per garantire lo svolgimento dell’Ardia anche con una forma alternativa a quella classica e che il vescovo abbia difeso la decisione di non autorizzare alcuna celebrazione religiosa con il popolo ricordando in quale contesto emergenziale sia maturata.

Posizioni antitetiche, con prefetto e Questore totalmente in sintonia con la posizione del vescovo, a differenza del sindaco. Da quanto è emerso la priorità condivisa è di ripristinare la tranquillità sociale turbata dalle tensioni derivate dalla forzata rinuncia a un importante segmento della festa di San Costantino, e sfociate anche con il gesto beffardo rivolto al parroco don Mongili (un asino lasciato davanti alla sua abitazione). «Il vescovo sta lavorando per rasserenare gli animi e superare la difficile situazione e l’amministrazione comunale farà lo stesso», ha affermato Putzolu. Infine si è discusso del futuro dell’Ardia. «Ho proposto l’apertura di un tavolo di concertazione che riunisca tutte le componenti della festa: Chiesa, Comune, le associazioni coinvolte, i cavalieri, gli organismi di pubblica sicurezza e la Regione», ha riferito Putzolu, anche a nome del sindaco, che parlerà sol ovenerdì in consiglio, evidenziando che «c’è bisogno di fissare regole precise e condivise per disciplinare l’organizzazione, la gestione della sicurezza e dell’ordine pubblico e le responsabilità che presuppone un evento così complesso». Il vicesindaco lo ha definito un «Testo unico dell’Ardia, un vademecum che eviti di ripartire daccapo ogni anno con gli stessi problemi e con il rischio di minare la sopravvivenza della tradizione. Sono certo che la Chiesa non si tirerà indietro, ma questo percorso dovrà coinvolgere tutti, inclusa la Regione, che deve essere parte attiva».

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