Aggredisce fratello e poliziotti, arrestato
di Enrico Carta
Dopo aver fatto irruzione nella casa del parente, si è scagliato anche contro gli agenti arrivati per riportare la calma
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ORISTANO. Adua, un nome che ricorda battaglie di altri tempi in luoghi esotici. Stavolta è solo il nome di una via della frazione di Silì dove non c’erano eserciti schierati, anche se gli animi erano ugualmente molto tesi. La strada, durante la tarda serata di martedì, è stata infatti il teatro di uno scontro tra il 43enne Massimiliano Casula, finito poi in carcere, e diversi agenti della Squadra volanti della polizia, arrivati dopo una richiesta di aiuto. A sollecitarla è stato il fratello dell’arrestato, con quest’ultimo che invece si ritrova dietro le sbarre con una sfilza di accuse e un interrogatorio di garanzia da affrontare, probabilmente oggi.
Perché tutto sia iniziato è ancora un mistero, fatto sta che Massimiliano Casula si è presentato a casa del fratello con uno spirito non proprio conciliante. A dire il vero, forse perché il padrone di casa aveva intuito la mala parata, non era stato nemmeno invitato a varcare la soglia. Ma non ha avuto bisogno del permesso, perché se l’è preso da solo facendo irruzione nell’abitazione del fratello. Agitato come non mai, ha iniziato a inveire e a minacciare il fratello maggiore il quale ha capito che non avrebbe potuto né opporsi né calmare Massimiliano Casula e così ha preferito risolvere tutto chiamando la polizia ed evitando ogni scontro fisico.
Pochi minuti più tardi gli agenti coordinati dal dirigente Roberto Conti erano già in via Adua. Situazione risolta? No, perché Massimiliano Casula ha cambiato obiettivo. Prima si è rifiutato di fornire documenti e generalità, poi si è scagliato contro i poliziotti che a quel punto si sono dovuti difendere, non senza difficoltà e per diversi minuti. È stato infatti alquanto complicato riuscire a immobilizzarlo prima di portarlo in questura e da lì in carcere. Nell’intervallo di tempo che ha separato il fermo dal suo ingresso a Massama, la polizia ha anche effettuato una perquisizione trovando della droga, motivo per cui il pubblico ministero Sara Ghiani gli contesta la detenzione di stupefacenti oltre alla violazione di domicilio, ai maltrattamenti in famiglia, all’oltraggio e alla resistenza, commessi questi ultimi nei confronti dei poliziotti. L’ultimo reato di cui dovrà rispondere è quello legato al diniego di fornire le proprie generalità e di mostrare i documenti.
Trascorso il primo giorno in cella, oggi sarà sottoposto all’interrogatorio di garanzia in cui sarà assistito dall’avvocato Alexia Portalupi. Saprà spiegare tutto?
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Perché tutto sia iniziato è ancora un mistero, fatto sta che Massimiliano Casula si è presentato a casa del fratello con uno spirito non proprio conciliante. A dire il vero, forse perché il padrone di casa aveva intuito la mala parata, non era stato nemmeno invitato a varcare la soglia. Ma non ha avuto bisogno del permesso, perché se l’è preso da solo facendo irruzione nell’abitazione del fratello. Agitato come non mai, ha iniziato a inveire e a minacciare il fratello maggiore il quale ha capito che non avrebbe potuto né opporsi né calmare Massimiliano Casula e così ha preferito risolvere tutto chiamando la polizia ed evitando ogni scontro fisico.
Pochi minuti più tardi gli agenti coordinati dal dirigente Roberto Conti erano già in via Adua. Situazione risolta? No, perché Massimiliano Casula ha cambiato obiettivo. Prima si è rifiutato di fornire documenti e generalità, poi si è scagliato contro i poliziotti che a quel punto si sono dovuti difendere, non senza difficoltà e per diversi minuti. È stato infatti alquanto complicato riuscire a immobilizzarlo prima di portarlo in questura e da lì in carcere. Nell’intervallo di tempo che ha separato il fermo dal suo ingresso a Massama, la polizia ha anche effettuato una perquisizione trovando della droga, motivo per cui il pubblico ministero Sara Ghiani gli contesta la detenzione di stupefacenti oltre alla violazione di domicilio, ai maltrattamenti in famiglia, all’oltraggio e alla resistenza, commessi questi ultimi nei confronti dei poliziotti. L’ultimo reato di cui dovrà rispondere è quello legato al diniego di fornire le proprie generalità e di mostrare i documenti.
Trascorso il primo giorno in cella, oggi sarà sottoposto all’interrogatorio di garanzia in cui sarà assistito dall’avvocato Alexia Portalupi. Saprà spiegare tutto?
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