Chi non lavora non riceverà il sussidio
La giunta fissa ambiti e criteri per i percettori del sostegno: come da legge dovranno svolgere gratis attività di utilità sociale
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ORISTANO. Il Comune si prepara a impiegare i percettori del Reddito di Cittadinanza in quelli che una volta si sarebbero definiti lavori socialmente utili. I progetti sarebbero dovuti partire a inizio anno, ma il Covid ha bloccato tutto. Ora, il Comune si rimette in pari, con una delibera di giunta che detta le linee guide per i percorsi di inclusione sociale e per i cosiddetti PUC, progetti utili alla collettività. I primi riguardano i percettori di sussidi pubblici come il reddito di inclusione della Regione, mentre i secondi sono riservati a chi riceve il reddito di cittadinanza. La sostanza, comunque, è la stessa: da un lato c’è l'obiettivo di arricchire la formazione dei soggetti coinvolti, operazione complessa e dalla riuscita non sempre sicura, dall'altro c'è lo svolgimento a basso costo di lavori e prestazioni che i comuni non riescono più a coprire. Nessun compenso, per i soggetti coinvolti nel progetto, ma l'obbligo di rispettare determinati impegni: svolgere fra le 32 e le 64 ore mensili e giustificare le assenze. In caso contrario, il Comune comunicherà all'INPS l'inadempienza e il soggetto perderà il diritto a percepire il reddito. L'orario di lavoro va da otto a sedici ore settimanali e gli ambiti di intervento sono molteplici, ma ricadono tutti quanti nel quadro complessivo dei servizi pubblici generalmente erogati dal Comune. I primi settori sono quello culturale e artistico, con in prima fila il supporto all'organizzazione di mostre e la gestione di eventi e manifestazioni e i lavori di pulizia e supporto all'apertura di biblioteche e strutture simili. Ci sono poi gli interventi di carattere sociale, con il supporto domiciliare alle persone anziane o disabili e lo svolgimento di piccole manutenzioni domestiche. Spazio anche per la manutenzione degli arredi urbani e la pulizia di parchi, aree verdi e altre zone di pregio Tutte attività che si accavallano con quelle svolte dal Comune, o tramite il proprio personale o attraverso appalti esterni e la cui resa spesso lascia molto a desiderare, come testimoniano le condizioni non proprio decorose di numerose piazze e giardini, anche perché strutture come il cantiere comunale e la Oristano Servizi hanno grossi problemi di personale, spesso molto anziano e impossibilitato a svolgere alcune mansioni. Ma risorse per assumere operai comunali non ce n'è più, così si cerca di reperire la manodopera necessaria in altri modi. Sono tre le cooperative accreditate per la realizzazione dei percorsi di inclusione sociale: Adalia di Cabras, Digitabile di Oristano e il Seme di Santa Giusta. Il Comune si farà carico attraverso risorse proprie delle spese necessarie, che riguardano le coperture assicurative, la predisposizione delle misure di sicurezza e il coordinamento dei progetti, in collaborazione con le coop e con il servizio Plus.
Davide Pinna
Davide Pinna
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