La Nuova Sardegna

Oristano

Progetti di utilità collettiva 200 le famiglie coinvolte

di Davide Pinna
Progetti di utilità collettiva 200 le famiglie coinvolte

Sussidio subordinato all’impegno, servizi sociali all’opera per stilare l’elenco Gli impieghi previsti saranno simili ai lavori socialmente utili di un tempo

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ORISTANO. Potrebbero essere 200 gli oristanesi percettori del Reddito di Cittadinanza impiegati nei progetti di utilità collettiva. Tuttavia, la procedura è ancora lunga, complice la macchinosità del sistema ideato dal governo: il reddito infatti viene percepito non su base individuale, ma su base famigliare. I servizi sociali del Comune dovranno svolgere perciò dei colloqui con i vari nuclei, per conoscere le professionalità presenti al loro interno, e sulla base di questa indagine elaborare una lista delle persone disponibili, tenendo ovviamente conto degli ambiti intervento immaginati. Non proprio come nell'Ottocento, quando venivano assunte le famiglie in blocco a fronte di un solo stipendio, assegnato al capofamiglia, ma l'idea non è in fondo troppo diversa. «I colloqui tra i servizi sociali e i beneficiari del reddito sono cominciati il 17 luglio, e andranno avanti ancora – spiega il presidente della commissione Servizi sociali Antonio Iatalese – i servizi dovranno fare ovviamente numerose valutazioni, e potrebbero anche decidere che sia più opportuno far seguire ai cittadini interessati altri tipi di percorsi, magari legati alla frequenza scolastica dei figli». Il progetto, la cui predisposizione è obbligatoria per i Comuni, vede d’accordo tutte le parti politiche del Consiglio. «Concordiamo con la maggioranza sulla necessità di lavorare in questa direzione – afferma la democratica Maria Obinu, componente della commissione – e vogliamo collaborare anche per non ripetere gli errori già compiuti con il progetto LavoRAS, quando nessuno sentì l'opposizione e numerose cose da fare vennero dimenticate». «Il contributo di tutti è importante per capire di cosa c'è bisogno in città – spiega Iatalese – e in commissione abbiamo visto quali sono le priorità. Pulizia degli spazi esterni di scuole, ludoteche e Spazio giovani, controllo di ingressi e uscite nelle scuole, sorveglianza sugli scuolabus». Per molti di questi servizi generalmente è previsto l'intervento degli operai comunali o della Oristano Servizi, tanto che verrebbe da pensare che il Comune punti in realtà a sostituire la manodopera pagata a prezzo pieno. Per Iatalese nessun rischio: «Non si tratta di lavoratori e non possono sostituire gli operai comunali, ma affiancarli. Se bisogna pulire il litorale di Torregrande e Oristano Servizi non riesce a effettuare l'intervento, non si possono inviare i percettori del Reddito al posto dei dipendenti della società». Sulla stessa linea anche Obinu: «Fondamentalmente il modello è quello dei lavori socialmente utili, senza il rischio che si vada a sostituire i lavoratori veri e propri. Certo, si pone un problema sul funzionamento complessivo del Reddito, che in un anno e mezzo non ha visto partire i percorsi per la ricerca di un lavoro. Il cantiere comunale è in una situazione critica, ma i criteri per le nuove assunzioni non li fa l'amministrazione comunale quindi è anche superfluo fare polemica. La Giunta dovrebbe scegliere i settori da rinforzare, in base alle reali necessità».

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