Sartiglia formato mignon, i gremi studiano il piano B

Sempre più concreta l’ipotesi di una manifestazione a ranghi ridottissimi I contadini pensano al bis dell’ex componidori, i falegnami puntano su un esperto

ORISTANO. Il conto alla rovescia è già iniziato. Ma per quest’anno, a scandire le tappe di avvicinamento alla prossima edizione della Sartiglia in programma per il 14 e 16 febbraio, saranno emozioni ben diverse da quelle a cui il popolo di Sartiglia è abituato. Alla curiosità e all’emozione dell’attesa per l’annuncio dei due componidori si sostituiscono sempre più i sentimenti di amarezza e rassegnazione per un’edizione che sempre con più probabilità si svolgerà in forma ridotta, con la vestizione del capocorsa a porte chiuse, la sfilata della sola pariglia del componidori o poco più, la benedizione in via Duomo, il rientro nella sede dei gremi. E in più sembra sempre più alta la probabilità di vedere due componidori atipici.

La Sartiglia 2021 passerà alla storia non per le stelle o le evoluzioni spericolate, bensì proprio per la mancanza di tutto quel che della giostra oristanese è essenza. Non ci sono ancora conferme ufficiali, ma chi osserva da dietro le quinte e gli addetti ai lavori ribadisce che si va di giorno in giorno delineando anche la posizione dei due gremi, quello dei Contadini guidato da Nando Faedda e quello dei Falegnami che questo fine settimana ufficializzerà il nuovo majorale en cabo, Antonello Addari.

La scelta dei due componidori di questa storica edizione di Sartiglia appare ormai obbligata perché al momento nessuno può sapere se i problemi sanitari saranno alle spalle a febbraio. Il dilemma è proprio nell’indicare la persona che dovrà guidare una giostra così atipica. I due presidenti che stanno per andare a vivere, insieme a tutta la macchina organizzativa, una Sartiglia spartiacque tra quelle conosciute prima dell’emergenza coronavirus e quelle che verranno nei prossimi anni e che, pur rimanendo immutate nella tradizione, dovranno inevitabilmente cambiare registro nelle modalità di organizzazione.

Per la corporazione di San Giovanni sembra essere sempre più probabile l’ipotesi di una proposta – quasi una cortesia richiesta dal gremio – di replica al cavaliere che lo scorso anno ha vestito i panni del capocorsa della domenica, per rendere onore alla tradizione anche in un edizione limitata dal pericolo pandemia. Al momento è solo un’idea per cui Ignazio Lombardi, componidori lo scorso 3 marzo, ancora non ha avuto alcuna indicazione dal gremio.

In maniera differente, la corporazione di San Giuseppe, sembrerebbe più propensa a puntare su un veterano della Sartiglia, un cavaliere che ha già ricoperto il ruolo del capocorsa e che, con carisma ed esperienza, possa simbolicamente unire e rappresentare tutti i cavalieri in questa edizione così particolare. Oltre a questo, ci sarebbe anche la volontà di evitare agli altri cavalieri, giovani e meno giovani, che attendono il cilindro da anni la nomina in un annata con una giostra probabilmente monca, limitata alla sola uscita ben augurale del capocorsa. Il perpetrarsi dell’emergenza non sembra lasciare spazio a eventuali alternative e la rassegnazione ormai prende corpo.

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