Debiti per 12 milioni, il loro recupero è in salita

Il sindaco promette che non aumenterà le tasse, Angioi minaccia gli evasori Silenzio della giunta su come verrà ripianato il debito per i prossimi anni

ORISTANO. «Oggi mi aspetto 14 voti di maggioranza». E quelli ha avto, non uno di più. Il minimo sindacale per evitare lo scioglimento del consiglio. Il sindaco Lutzu non ha puntato per il rendiconto di bilancio 2019 troppo in alto, considerando che la sua avventura è cominciata con 15 seggi e che potenzialmente i consiglieri di centrodestra che siedono a Palazzo degli Scolopi sono 18.

Ma d'altra parte che la situazione politica della maggioranza sia «difficile», lo riconosce lui stesso. E l'appello del sindaco per il ritorno a casa del Psd'Az, uscito dalla maggioranza all'inizio di quest’anno, sembra cadere nel vuoto, anche se questi equilibri potrebbero cambiare rapidamente con l’approssimarsi delle elezioni.

Il tema della discussione e della votazione è il rendiconto economico e politico del 2019, discusso quando ormai sta per finire il 2020. Il risultato, dunque, è che si finisce per parlare parecchio anche del presente, con il sindaco Lutzu che traccia un quadro di quanto fatto nella prima metà del suo mandato e parte della minoranza che, simmetricamente, fa il disegno di ciò che non è stato fatto.

Finisce sullo sfondo il disavanzo da 12 milioni, l’assessore al Bilancio Angioi non parla più di possibili aumenti della pressione fiscale, ma sugli evasori ci va giù duro: «Chi non vuole pagare le tasse, va massacrato». No ha detto però come.

Alcuni consiglieri, però, come l’indipendente Francesco Federico ipotizzano che Angioi stia gridando “al lupo" al solo scopo di presentarsi come il salvatore del bilancio nel 2021 mentre il sardista Danilo Atzeni si chiede se la caccia agli evasori, argomento che attira consensi ma che porta sempre poche risorse nelle casse pubbliche, sia l’unica soluzione possibile.

Dopo Angioi prende la parola Lutzu che recita l’elenco di quanto compiuto nel 2019 e stila un bilancio positivo, ovviamente. «Non abbiamo alzato le tasse, ma abbiamo aumentato spese e livello dei servizi sociali. Il 2019 è stato l’anno di Città europea dello Sport e della nascita della Fondazione Oristano. Il turismo sportivo ha mostrato dati positivi nel 2019 ed è anche merito di questa amministrazione». Ma ciò su cui il sindaco punta di più è la programmazione territoriale, intervento da 11 milioni firmato nel 2019 in cui spiccano i 5 milioni per il Lungomare di Torregrande.

Dall’altra parte, ovviamente la visione è del tutto opposta. Duri gli interventi di tutta la minoranza e anche lì le recriminazioni sono in forma di elenco, soprattutto delle incompiute: «Avevate promesso il bando per il nuovo direttore della Fondazione, un anno e mezzo dopo non lo avete ancora fatto», attaccano tutti. Poi c’è il palazzetto dello sport, inaugurato ma mai aperto, i lavori del mercato civico fermi, quelli del teatro oggetto di continui rinvii. Lutzu dal canto suo oppone il proprio elenco delle compiute: piazza Abis, la ripresa dei lavori al multipiano di via Mariano IV e rivendica lo stop al termodinamico.

Insomma, in sostanza il copione è quello che ci si aspetta recitino maggioranza e opposizione. Maggioranza che, d'altra parte, conferma il suo ruolo di sostegno silente al sindaco Lutzu. Intervengono in difesa del primo cittadino solo il capogruppo di Fortza Paris Davide Tatti e quello di Fratelli d'Italia Peppi Puddu: tace il gruppo del sindaco, quello degli ex di Forza Italia.

Alla fine il rendiconto passa, come era facile aspettarsi, coi 14 voti auspicati dal sindaco.

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