Oristano, il palazzetto fantasma inaugurato e poi chiuso

A un anno dal taglio del nastro è stato aperto solamente in due occasioni. Il Comune ancora non ha predisposto il bando per affidare la gestione

ORISTANO. Un anno fa l’inaugurazione con palloncini, bambini festanti e i giganti della Dinamo Sassari. Oggi si sa che gli uffici sono al lavoro per predisporre il bando di gestione del nuovo palazzetto dello sport di Sa Rodia, ma non ci sono certezze sulle date e sulle modalità della concessione. Dallo scorso settembre le porte del palazzetto sono rimaste sempre chiuse. Blindate, tranne che in un’occasione, la festa a inizio 2020 per la conclusione dell’anno di Città europea dello sport. Un evento organizzato dal Comune, costato circa 100mila euro, ricavati dal finanziamento regionale per la promozione del turismo sportivo in città.

In ogni caso un unico momento di apertura in dodici mesi non può bastare per una struttura costata sei milioni e che è ancora chiusa, senza che nella seduta consiliare di due giorni fa siano emersi nuovi elementi per il suo destino. L’ultima affermazione pubblica dell’esecutivo sull’argomento risale all’inizio dell’estate, quando il sindaco Lutzu in un video sui primi tre anni di governo pubblicato sul canale Youtube del Comune e contestato dalla minoranza per quello che è stato definito un uso politico di uno strumento istituzionale, ha ammesso: «Il palazzetto è la croce e la delizia di questa amministrazione. È una struttura eccellente, ma è difficile gestirla. La nostra scommessa è quella di trovare un gestore entro il 2022».

Scommessa ben poco ambiziosa, secondo il consigliere di opposizione Francesco Federico: «Impiegare tre anni per affidare la gestione del palazzetto significa volare davvero bassi, è l’esempio perfetto dello spessore dell'attività amministrativa di questa giunta». L’unica cosa certa, al momento, è che gli uffici stanno lavorando alla redazione del bando per l’affidamento, ma è notizia tra l’altro non freschissima. Lo conferma l’assessora allo Sport Maria Bonaria Zedda (FdI), ma sugli indirizzi politici che segneranno quel bando gli elementi non ci sono.

«I dirigenti hanno gli indirizzi politici e stanno lavorando» spiega l’assessora, ma quelle indicazioni sono né formali né pubbliche, in quanto non esiste alcuna delibera della giunta sul futuro della struttura e le domande sui dettagli del progetto di concessione restano senza risposta. «In questo momento, non mi sembra corretto dare notizie senza certezze – afferma l’assessora –, ciò che posso dire è che il palazzetto e lo sport sono una priorità per me e per tutta la giunta e che siamo al lavoro». Non si sa ancora, dunque, se i lavori di completamento della struttura saranno svolti dal Comune o affidati al gestore che verrà, quando verrà e se verrà. Né si sa se la concessione sarà unica per tutta la struttura o se si procederà a uno spacchettamento dell’area sportiva e di quella commerciale.

Anche sui tempi, l’orizzonte resta quello del 2022 anche se il bando, afferma l’assessora, potrebbe essere pronto entro la fine di quest’anno. Ingiustificato, per Maria Bonaria Zedda, è il timore che l’esperienza della serrata per l’emergenza sanitaria possa tenere lontani gli operatori interessati alla gestione di una struttura destinata a sport e congressi: «Dobbiamo essere fiduciosi e dobbiamo lavorare per la ripresa. L’attività economica non si può fermare pur garantendo la massima sicurezza».

Per quel che riguarda il vicino vecchio palazzetto, i cui lavori sembrano diventati una sorta di persecuzione per le giunte che si succedono, il sindaco Lutzu ha assicurato la presenza di due finanziamenti: uno per la rimozione dell’amianto e l’altro per i lavori di ristrutturazione. Non resta che aspettare. Ancora.

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