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Oristano

Fatture false, arrestato Lombardo

Fatture false, arrestato Lombardo

L’imprenditore di origine calabrese, da tempo residente in città, coinvolto in una inchiesta della Procura di Reggio Emilia

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ORISTANO. È stato arrestato nella notte tra mercoledì e giovedì Nicola Lombardo, 41enne imprenditore di origini calabresi, ma conosciuto in città per diverse attività commerciali, tra cui l’avvio di un centro di distribuzione di prodotti calabresi “I due soli”, inaugurato due anni fa. Lombardo, a suo carico ulteriori precedenti di polizia, è difeso dall’avvocato Carmine Migale del foro di Reggio Emilia è accusato di far parte di una organizzazione dedicata alla costruzione di società fittizie nate al solo scopo di produrre fatture false.

L’inchiesta che ha portato all’arresto di Lombardo, eseguita dagli investigatori della Mobile della Questura di Oristano, in collaborazione con i colleghi del comando provinciale della Guardia di Finanza, parte da un inchiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia, che non riguarda solo l’isola ma si estende a diverse regioni del paese.

Gli uomini della squadra mobile, insieme agli investigatori delle fiamme gialle hanno contestato all’uomo i reati di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati di natura finanziaria. Secondo la Procura, che ha chiesto e ottenuto dal Gip la custodia in carcere per Lombardo e altre 4 persone, lo stesso, infatti, mediante prestanome, aveva aperto alcune società cartiera che producevano fatture fasulle ed altre carte contabili finalizzate a frodare ed eludere il fisco. Le fiamme gialle di Oristano, delegate dai loro colleghi emiliani, hanno messo ai raggi x l’intera attività di Lombardo, ritrovando elementi che sono stati valutati positivi dal punto di vista investigativo e processuale.

L’operazione he ha portato all’arresto di Lombardo, si inserisce nel contesto di una più ampia operazione delle forze dell’ordine che ha visto coinvolti oltre 250 operatori della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza, che su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia, hanno dato esecuzione, in tutta Italia, a 51 misure cautelari personali, di cui 22 detentive, nonché a 106 sequestri di beni per 24 milioni di euro.

L'attività d'indagine denominata “Billions2, ha permesso di scoprire quella che l’accusa ritiene essere stata una associazione a delinquere, composta da 49 soggetti specializzata nell'offrire, in via professionale, almeno dal loro punto di vista. Servizi di emissione di fatture per operazioni oggettivamente inesistenti, per consentire alle imprese beneficiarie l'abbattimento dei propri redditi imponibili, con realizzazione di svariati delitti in materia tributaria: emissione ed utilizzo in dichiarazione di fatture false, occultamento della documentazione contabile e omessa dichiarazione dei redditi. Gli investigatori, attraverso le intercettazioni telefoniche ed ambientali, i servizi di osservazione e pedinamenti, l'analisi dei flussi finanziari e l'approfondimento di segnalazioni per operazioni sospette, sono riusciti ad individuare una struttura associativa particolarmente complessa operante anche nel riciclaggio di denaro, anche all'estero, all'autoriciclaggio e alla commissione di reati di bancarotta fraudolenta. La presunta associazione a delinquere smantellata era inoltre composta in modo estremamente strutturato: al vertice vi erano i Capi che coordinavano dieci cellule operative che potevano contare di società di comodo (delle vere e proprie cartiere) per la emissione di fatture per operazioni inesistenti, di "prelevatori" professionali di denaro da sportelli bancomat e procacciatori di soggetti economici interessati ad ottenere servizi finanziari illegali.

Al gradino più basso dell'organizzazione vi era una folta schiera di soggetti "prestanome" titolari di una miriade di società "cartiere" che non avevano alcuna struttura aziendale e che servivano solo per produrre, secondo l’accusa, fatture false. Eloquente, come riporta una nota della Polizia, una conversazione, captata dagli inquirenti, tra due indagati che scherzando si chiedevano ironicamente che cosa producessero le loro società: «Producono soldi», la risposta.

Lombardo si trova a Massama. Entro lunedì verrà interrogato dal Gip.(g.cen.)

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