Il giudice: «L’Ats assuma gli Oss»
di Enrico Carta
Il tribunale ordina l’inserimento in organico a tempo indeterminato di una decina di lavoratori
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ORISTANO. La prima a dire che serviva personale era proprio l’Azienda regionale per la Tutela della Salute. Non che l’Ats non chiamasse in servizio dei lavoratori, ma lo faceva andando oltre gli steccati che impone la legge. Così, due giorni fa e appena uno prima che scadesse la validità della graduatoria dell’Assl di Oristano mai utilizzata nonostante il regolare concorso svolto nel 2017, il giudice Salvatore Carboni della sezione Lavoro del tribunale di Oristano ha emesso una sentenza che somiglia tanto a una pietra miliare nella battaglia sia legale che sindacale tra gli operatori socio sanitari in attesa di un posto di lavoro e l’Ats regionale.
In pochissime righe, dopo aver esaminato la vicenda giudiziaria che coinvolge una decina di lavoratori, ha chiarito che le chiamate continue a tempo determinato non hanno diritto di cittadinanza all’interno della legislazione e che la graduatoria dev’essere il faro per qualsiasi chiamata al lavoro e quella bisogna scorrere.
Tutto era nato qualche settimana fa, quando la protesta degli operatori socio sanitari che avevano partecipato al concorso del 2017 iniziava a farsi sempre più pressante. La graduatoria figlia di quel concorso era infatti in scadenza il 30 settembre e così, ad agosto, qualcuno di loro aveva presentato ricorso d’urgenza per ottenere ciò che gli spettava.
In tutti questi anni l’Ats, pur chiarendo che c’era un fabbisogno di 1.400 lavoratori di cui 280 a tempo indeterminato entro il dicembre del 2020 e facendolo con un documento ufficiale come il Piano triennale delle assunzioni, non aveva mai tenuto fede a quello scritto. Nel frattempo accadeva che, a parte due soli casi, si procedesse col metodo delle assunzioni a termine. Alcune di queste erano avvenute con la chiamata di lavoratori che della graduatoria facevano parte, altre no. In ogni caso, la reiterazione della chiamata a tempo era diventato una sorta di cappio al collo per i lavoratori, appesi a un destino sempre incerto.
Così a fine agosto una decina di loro ha fatto causa. Gli avvocati Gianni Benevole e Gianfranco Congiu avevano presentato il ricorso al giudice del Lavoro chiedendo sia l’assunzione di quei Oss continuamente assunti con contratti a tempo sia lo scorrimento della graduatoria per procedere alle assunzioni.
Dall’altra parte della barricata l’Ats ha opposto le proprie motivazioni ritenendo corretto il proprio modo di agire e di selezionare le persone da assumere. E invece no, hanno vinto i primi perché il giudice, giusto due giorni prima che la graduatoria scadesse nel silenzio generale del consiglio regionale compresi i consiglieri eletti nell’Oristanese, ha detto che le assunzioni a tempo determinato perpetrate per un tempo così lungo non hanno la minima ragion d’essere e che la graduatoria non può essere solo un elenco di nomi senza alcun effetto. Ha quindi imposto all’Ats l’assunzione immediata dei lavoratori che avevano presentato ricorso e pure comandato di procedere allo scorrimento della graduatoria.
Per farlo non ha utilizzato chissà quali richiami alla legislazione, ma le stesse parole dell’Ats contenute nel Piano per le assunzioni. Del resto il metodo dello scorrimento della graduatoria è usuale altrove, per cui non si capisce perché nel caso dell’Assl oristanese non debba essere applicato. E così all’Ats non resta altra scelta, a meno di un appello attraverso il quale ribaltare la sentenza di primo grado che, intanto, potrebbe dare vita a un effetto domino e coinvolgere anche altri lavoratori pure ora che la graduatoria è scaduta.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
In pochissime righe, dopo aver esaminato la vicenda giudiziaria che coinvolge una decina di lavoratori, ha chiarito che le chiamate continue a tempo determinato non hanno diritto di cittadinanza all’interno della legislazione e che la graduatoria dev’essere il faro per qualsiasi chiamata al lavoro e quella bisogna scorrere.
Tutto era nato qualche settimana fa, quando la protesta degli operatori socio sanitari che avevano partecipato al concorso del 2017 iniziava a farsi sempre più pressante. La graduatoria figlia di quel concorso era infatti in scadenza il 30 settembre e così, ad agosto, qualcuno di loro aveva presentato ricorso d’urgenza per ottenere ciò che gli spettava.
In tutti questi anni l’Ats, pur chiarendo che c’era un fabbisogno di 1.400 lavoratori di cui 280 a tempo indeterminato entro il dicembre del 2020 e facendolo con un documento ufficiale come il Piano triennale delle assunzioni, non aveva mai tenuto fede a quello scritto. Nel frattempo accadeva che, a parte due soli casi, si procedesse col metodo delle assunzioni a termine. Alcune di queste erano avvenute con la chiamata di lavoratori che della graduatoria facevano parte, altre no. In ogni caso, la reiterazione della chiamata a tempo era diventato una sorta di cappio al collo per i lavoratori, appesi a un destino sempre incerto.
Così a fine agosto una decina di loro ha fatto causa. Gli avvocati Gianni Benevole e Gianfranco Congiu avevano presentato il ricorso al giudice del Lavoro chiedendo sia l’assunzione di quei Oss continuamente assunti con contratti a tempo sia lo scorrimento della graduatoria per procedere alle assunzioni.
Dall’altra parte della barricata l’Ats ha opposto le proprie motivazioni ritenendo corretto il proprio modo di agire e di selezionare le persone da assumere. E invece no, hanno vinto i primi perché il giudice, giusto due giorni prima che la graduatoria scadesse nel silenzio generale del consiglio regionale compresi i consiglieri eletti nell’Oristanese, ha detto che le assunzioni a tempo determinato perpetrate per un tempo così lungo non hanno la minima ragion d’essere e che la graduatoria non può essere solo un elenco di nomi senza alcun effetto. Ha quindi imposto all’Ats l’assunzione immediata dei lavoratori che avevano presentato ricorso e pure comandato di procedere allo scorrimento della graduatoria.
Per farlo non ha utilizzato chissà quali richiami alla legislazione, ma le stesse parole dell’Ats contenute nel Piano per le assunzioni. Del resto il metodo dello scorrimento della graduatoria è usuale altrove, per cui non si capisce perché nel caso dell’Assl oristanese non debba essere applicato. E così all’Ats non resta altra scelta, a meno di un appello attraverso il quale ribaltare la sentenza di primo grado che, intanto, potrebbe dare vita a un effetto domino e coinvolgere anche altri lavoratori pure ora che la graduatoria è scaduta.
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