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Oristano

Ingombranti, non c’è più posto

di Davide Pinna
Ingombranti, non c’è più posto

Ecocentro saturo, materiali dirottati a Sestu, che però non può accoglierli tutti. Si cercano alternative

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ORISTANO. I disagi vanno avanti da quest'estate e chi deve smaltire rifiuti ingombranti presso l'ecocentro comunale è costretto a fare i conti con un servizio che va avanti a singhiozzo, talvolta viene sospeso del tutto e in ogni caso non raggiunge il massimo della capacità.

Un bel fastidio per i semplici cittadini, che magari vorrebbero svuotare casa e non sempre riescono a smaltire i vecchi arredi, dato che potrebbero sentirsi dire che ci sarà da aspettare prima che il servizio di recupero ingombranti passi a ritirare il vecchio mobile.

Ma un problema ancora più grosso per alcuni esercizi commerciali, soprattutto quelli che vendono elettrodomestici.

Generalmente queste attività effettuano, insieme alla consegna del nuovo frigorifero o della nuova lavatrice, il ritiro e lo smaltimento della vecchia.

Un servizio per il cliente, che è anche garanzia di un corretto smaltimento degli elettrodomestici che così possono finire in discarica e non ai bordi delle strade di campagna come purtroppo spesso accade.

Il rallentamento nelle consegne all'ecocentro, dunque, ha creato nel corso dei mesi un intasamento per alcune di queste attività, che riescono a conferire qualcosa come quattro o cinque pezzi alla settimana a fronte di esigenze ben maggiori.

Ci sono delle piccole imprese che ritirano i vecchi elettrodomestici e ne curano lo smaltimento, ma il loro lavoro non basta per coprire le difficoltà dovute al cattivo funzionamento dell'ecocentro. E d'altra parte, il ritiro e lo smaltimento degli ingombranti sono compresi nei servizi pagati con la Tari.

L'origine del disagio, probabilmente, va rintracciata a valle di tutto il sistema di smaltimento dei rifiuti ingombranti, negli impianti dove vengono smontati e le varie componenti vengono differenziate, avviandole al riciclo o a discarica e inceneritore. Il fatto è che da fine luglio la Tecnocasic di Macchiareddu, a cui il Comune aveva affidato lo smaltimento a maggior, ha smesso di accettare ingombranti, perché sta svolgendo lavori di riparazione all'inceneritore. Di conseguenza si è bloccato anche l'impianto di Masangionis del Consorzio Industriale oristanese, dove i depositi sono pieni.

A quel punto è rimasta poca scelta per il Comune, dato che l'unico impianto con le caratteristiche adatte nel raggio di 100 chilometri è quello della Eco Silam di Sestu.

Ce ne sono anche altri, in quel raggio, ma non differenziano gli ingombranti e semplicemente li scaricano in discarica: questo al Comune non può andar bene, perché così diminuirebbero le percentuali di differenziata.

A partire dal 17 luglio è lì che vengono trasportati e smaltiti gli ingombranti raccolti dall'ecocentro della zona industriale.

Ed evidentemente i ritmi non sono sufficienti a coprire tutte le esigenze di cittadini e attività commerciali cittadine.

Il problema, inoltre, prima o poi diventerà strutturale perché a breve partiranno i lavori per il revamping dell'inceneritore di Macchiareddu di Tecnocasic e dunque per anni bisognerà trovare soluzioni alternative, che potrebbero incidere sulle tariffe a carico degli utenti. A meno che il Comune non scelga di inviare parte degli incombranti in altre province.

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