L’Oristano Basket non si può allenare e lascia il campionato

«Abbiamo chiesto aiuto a Comune e Provincia, inutilmente». Bocciata l’offerta di trasferimento a Sanluri o Cagliari 

ORISTANO. L’annuncio è clamoroso, e questa volta non è colpa del Covid che ha bloccato giocatori o ha cancellato trasferte.

In una conferenza stampa stringata e tesa, convocata per ieri mattina, i dirigenti della seconda società di basket della città hanno gettato la spugna, definitivamente.

«La Asd Oristano Basket, constatato il perdurare del divieto di utilizzo delle strutture sportive da parte dei dirigenti scolastici e delle istituzioni ad essi collegati, dovuto all'emergenza sanitaria che stiamo vivendo, ritiene impossibile poter partecipare al campionato di Serie D regionale a cui risulta iscritta».

Paolo Oggianu apre l’incontro con la stampae non usa giri di parole. Il presidente del sodalizio oristanese, non si nasconde: diventa improbabile programmare un campionato quando, a due settimane dal via, non è stato possibile svolgere alcun allenamento.

Una situazione che accomuna molte società sportive in un momento nel quale il rischio di infezione del Covid-19 pregiudica il regolare svolgimento delle attività.

Sei società iscritte allo stesso torneo vivono una situazione analoga. Proprio per questo motivo, la Federazione sarà invitata a procrastinare la partenza del campionato, dal previsto 25 ottobre alla prima settimana di gennaio, per permettere alle società in difficoltà di prepararsi adeguatamente.

Un invito che per molte squadre è una sorta di ultima spiaggia: in caso di parere negativo sarà inevitabile arrendersi all'idea di un anno sabbatico.

«Nell'ultimo biennio abbiamo utilizzato il palazzetto di Nuraxinieddu – ha spiegato Erasmo Deligia, vicepresidente dell'Asd Oristano Basket – quest'anno il dirigente scolastico ha deciso di non concedere l'uso della palestra per motivi evidenti e comprensibili: in questo periodo diventa più complicato dover gestire degli esterni oltre alle centinaia di ragazzi che gestisce quotidianamente. È un punto di vista ragionevole e rispettabile. Noi però ci troviamo con un problema pratico che richiede una soluzione alternativa. Avremmo auspicato una riorganizzazione delle strutture per fare in modo che tutte le società potessero avere un proprio spazio. Pensiamo, ad esempio, a quelle palestre concesse annualmente dal Comune e che ogni anno vengono riprese da diverse società sportive. Un eventuale anno sabbatico sarebbe certamente un danno di immagine ed economico, ma non abbiamo avuto risposta. A questo punto allenarsi in tempo per un campionato che in teoria sta per iniziare è praticamente impossibile.

«Ci è stato anche proposto di giocare a Sanluri o a Cagliari, ma abbiamo dovuto rinunciare per ovvi motivi. Abbiamo giocatori che provengono dal Sassarese e che lavorano o studiano per i quali il basket è una passione. Non potevamo accettare. Noi siamo legati a questo territorio e qui vogliamo allenarci e giocare, sempre che ci venga data la possibilità», ha concluso Oggianu.

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