Sarà Casa Atzeni la sede del museo

Terralba, a fine novembre il via ai lavori di adeguamento Ospiterà un’ampia collezione archeologica del territorio

TERRALBA. Semaforo verde per i lavori di completamento del Museo archeologico di Terralba e del territorio che avrà sede nell’ex Casa Atzeni. L’annuncio arriva dal sindaco Sandro Pili e dall’assessora alla Cultura Giulia Carta, in seguito alla stipula del contratto d’appalto siglata con l’Impresa Vassallo Calogero di Agrigento. Il progetto esecutivo, affidato all’architetto Roberto Arfeli, prevede un importo complessivo di 444mila euro, di cui il 10% sarà finanziato con fondi dell’amministrazione comunale e di un’azienda privata che svolgerà il ruolo di sponsor e il restante 90% con fondi regionali.

I lavori inizieranno a fine novembre e dovrebbero concludersi entro un anno. L’edificio, realizzato a metà del Novecento, fu acquistato dal Comune nel 2003 e inizialmente era stato destinato a sede dell’archivio storico comunale, poi c’è stato il ripensamento e la sua destinazione finale sarà quella di museo. Tutti i locali della struttura saranno dotati di un nuovo impianto di illuminazione e di una serie di elementi facilmente spostabili che si prestano per presentare contenuti grafici e fotografici.

La prima operazione progettuale è stata quella di creare discontinuità prospettica rispetto agli edifici adiacenti: verrà demolita la recinzione esistente, mentre il marciapiede e le aree circostanti l’edificio saranno pavimentate con materiale lapideo, dotate di adeguato arredo urbano, illuminate e attrezzate per accogliere eventi culturali di vario genere, assumendo così le caratteristiche di una piccola piazza urbana.

Il museo del territorio verrà dedicato principalmente alla Cultura di San Ciriaco, evidenziando l’importanza di questa cultura nuragica che prende il nome proprio dalla chiesa parrocchiale locale di San Ciriaco di Terralba, nelle cui vicinanze fu rinvenuto un villaggio preistorico. Gli importanti rinvenimenti che si sono susseguiti nel tempo, ora conservati grazie agli interventi che si sono susseguiti da parte del Comune e della Soprintendenza archeologica di Cagliari, potranno essere esposti in un contesto adeguato e di pregio. A questi si aggiungeranno corredi emersi dalle diverse ville di campagna di epoca fenicio-punica e poi romana scoperti nel territorio, compresi i numerosi ritrovamenti provenienti dal sito di Neapolis, nelle rive dello stagno di San Giovanni. «È un progetto di cui andare fieri: finalmente Terralba potrà offrire ai suoi cittadini e a una rete di visitatori e turisti gran parte della sua identità», il commento soddisfatto dell’assessora alla cultura, Giulia Carta.

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