Dopo 28 anni don Bruno Zucca celebra l’ultima messa in laguna

CABRAS. Alle 18, nella pieve di Santa Maria Assunta, la comunità saluterà Don Bruno Zucca che lascia dopo 28 anni di servizio pastorale. «Provo sensazioni forti e intense – dice il sacerdote – e...

CABRAS. Alle 18, nella pieve di Santa Maria Assunta, la comunità saluterà Don Bruno Zucca che lascia dopo 28 anni di servizio pastorale. «Provo sensazioni forti e intense – dice il sacerdote – e ovviamente anche il dispiacere di lasciare una comunità alla quale mi legano profondi sentimenti di affetto. Rimarrò legato spiritualmente e affettivamente, e mi sentirò sempre un fratello e un amico di tutti».

Originario di Mogorella, dov’è nato 79 anni fa, ha compiuto gli studi nell’allora Pontificio seminario regionale di Cuglieri ed è stato ordinato sacerdote nel luglio del 1967, a Nureci, dall’arcivescovo Sebastiano Fraghì. A Cabras è giunto nel 1992 proveniente da Silì e nella stessa data ha assunto l’incarico di pievano parroco. È la chiesa da cui parte e in cui fa ritorno il simulacro di San Salvatore accompagnato dai fedeli scalzi. La chiesa fu edificata nel XV secolo «i suoi splendidi dipinti vennero restaurati da Gina Baldracchini nel 1956, una pittrice perugina che restaurò anche i dipinti della Madonna di Bonaria a Cagliari e di Santa Barbara a Sinnai», fa notare don Bruno sottolineando l’importanza della parrocchiale.

La sua memoria è pronta a recuperare i ricordi che l’hanno visto testimone per oltre un quarto di secolo della vita lagunare: «Mi viene in mente una messa celebrata a san Giovanni di Sinis. Non stavo bene: si stavano manifestando i primi sintomi del problema alla vista. Avevo difficoltà a guidare la macchina e a leggere. Quella messa era stata un po’ tormentata, mi sentivo turbato e quasi incapace di celebrarla nelle dovute maniere. Avevo studiato le preghiere a memoria e lessi il Vangelo da una fotocopia ingrandita al massimo. L’omelia era stata molto sofferta: sentivo la fatica di uno che cammina in salita e ha difficoltà a raggiungere la meta. La portai comunque a termine e lì, dietro l’altare basilicale, mentre mi toglievo i paramenti, vedo di fronte a me un uomo altissimo, quasi un gigante. Si presenta e dice di essere un avvocato di Milano: “Sono venuto per dirle grazie perché con la sua messa e con l’omelia mi ha fatto riassaporare Dio”, quindi si inginocchiò e piangendo mi baciò le mani. Poi mi ha abbracciato ed è andato via. Mi son sentito consolato».

Don Bruno sarà accolto dal vice Parroco don Giacomo Zichi e da don Giuseppe Sanna, suo successore, quindi celebrerà l’eucarestia alla presenza delle autorità e dei suoi amati fedeli.

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