La Nuova Sardegna

Oristano

È guerra tra assessore e medici

di Davide Pinna
È guerra tra assessore e medici

Mario Nieddu accusa il presidente dell’Ordine provinciale Sulis che ne aveva chiesto le dimissioni

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ORISTANO. Più che di emergenza rientrata, per quel che riguarda il pronto soccorso del San Martino di Oristano, si può parlare al momento di emergenza stabilizzata. Nel senso che ormai il Covid ci è entrato e bisogna farci conti, e l’unico modo per evitare ulteriori danni, dopo la lunga fila di ambulanze dell’altro ieri, è trasformare di fatto il reparto in un pronto soccorso Covid. Così, benché la struttura abbia riaperto nel pomeriggio di ieri, l’accesso è consentito solo ai pazienti che hanno sintomi tali da far sospettare una positività al coronavirus. Tutti gli altri dovranno rivolgersi altrove.

La situazione non cambierà fino a quando non si riuscirà a sistemare diversamente – con trasferimenti in altri ospedali o nel reparto Covid interno che però non ha ancora aperto – i dieci positivi che sono ospitati al San Martino. Per ora, è stato trasferito un solo paziente di quelli in cura da martedì: a causa delle sue gravi condizioni è stato portato nel reparto di Rianimazione di un’altra struttura ospedaliera. Nel frattempo, si accende sempre di più la polemica fra il presidente dell’ordine dei medici di Oristano, Antonio Sulis, e l’assessore regionale alla Sanità (Lega), Mario Nieddu, del quale Sulis ieri aveva chiesto le dimissioni. «Il presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Oristano ha gettato definitivamente la maschera – afferma senza sconti Nieddu –. Il suo è stato un vergognoso attacco politico mirato a destabilizzare, proprio in un momento in cui l’intero sistema dovrebbe essere compatto nell’interesse dei cittadini e degli stessi operatori in prima linea nel contrastare la pandemia».

Non si può parlare certo di uno scontro a colpi di fioretto: quelle che si scambiano i due colleghi, medico del lavoro Sulis e dentista Nieddu, sono vere e proprie sciabolate. «Se l’assessore alla Sanità – ha affermato ieri Sulis – non è in grado di saper governare e tutelare la salute comunitaria, è meglio che lasci ad altri più capaci e competenti». La replica di Nieddu mette invece in campo il sospetto che gli attacchi di Sulis siano motivati da secondi fini politici: «Ci sarebbe da chiedersi dove fosse il presidente Sulis quando chi ci ha preceduto ha fatto scempio degli ospedali e dei presidi del territorio. Oggi, che al governo della sanità dell’isola l’orientamento politico è cambiato, assistiamo, da parte sua, a una ricerca continua della ribalta con l’unico scopo di gettare veleni. Inaccettabile da chi riveste un ruolo da cui ci si aspetterebbe responsabilità e un dialogo costruttivo, specie in questo momento. Le sue parole nascondono forse rancori personali?»

Per Nieddu, l’atteggiamento del presidente dell’Ordine oristanese è incompatibile con l’incarico che ricopre, nel quale peraltro è stato appena riconfermato dopo le elezioni interne: «Mai si era visto prima d’ora che un ordine professionale venisse utilizzato per gli scopi politici del suo presidente, un organismo di diritto pubblico che deve rappresentare tutti non può e non deve essere piegato alla lotta politica di un singolo. Se Sulis vuole fare politica si candidi e la faccia dai banchi dell’opposizione».

Dal canto suo l’assessore garantisce che l’impegno della Regione per la sanità del territorio è al massimo: «Stiamo gestendo questa nuova ondata dell’epidemia cercando con ogni mezzo di non paralizzare l’assistenza a chi soffre di altre patologie. Abbiamo dato mandato alle aziende di potenziare gli organici, stiamo dotando le strutture di nuove tecnologie, con investimenti che non si vedevano da tempo. Se tiene realmente alla salute dei cittadini, il presidente dell’Ordine dei medici dovrebbe fare un passo indietro e rivedere le sue posizioni».

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