Tonnellate di plastica abbandonata

Lo scempio nel deposito Coneco della zona industriale. Il sindaco ordina la pulizia

ORISTANO. Montagne di plastica abbandonata, esterni infestati da erbacce e disseminate di detriti: il terreno che ospitava l’impianto di raccolta e smaltimento di rifiuti di plastica di proprietà della Coneco Scarl in via Bruxelles è una vera e propria discarica. Così il sindaco Andrea Lutzu ha emesso un’ordinanza con la quale intima agli amministratori della società, Aurora Melas e Piergiorgio Nonnis, di provvedere entro scadenze precise alla pulizia dell’area abbandonata da anni.

I pericoli sono evidenti: se malauguratamente dovesse scatenarsi un incendio, i circa 300 metri cubi di plastica abbandonata potrebbero provocare una vera e propria emergenza sanitaria. Non solo, siamo in piena zona industriale e nei pressi opera uno stabilimento che imbottiglia e stocca gpl. Tutto era cominciato nel 2016, quando la Coneco, società controllata da Mefin, apre in via Bruxelles uno stabilimento che puntava a gestire 7mila tonnellate all’anno di imballaggi e a dare lavoro, una volta entrato a pieno regime, a cinquanta operai. Ad agosto del 2017, però, l'impianto si deve fermare: la Provincia infatti ritirò l’autorizzazione al funzionamento e i vigili del fuoco contestarono una serie di violazioni delle norme antincendio. Nel frattempo l’attività della Mefin non si era fermata, addirittura quello stesso anno l’azienda aveva presentato un’offerta per l’acquisizione dell’Amiu, la municipalizzata del Comune di Genova che si occupava della raccolta rifiuti nel capoluogo ligure.

A Oristano però i problemi non si arrestarono e nel 2018 il contratto di affitto per il terreno di via Bruxelles diventa carta straccia: il 5 maggio la Coneco riceve lo sfratto esecutivo per morosità. Il 17 gennaio scorso, si legge nell’ordinanza, arriva la condanna per gli amministratori da parte del tribunale: il reato contestato è l’attività di gestione di rifiuti non autorizzata. Poi arrivano i sopralluoghi delle forze dell’ordine: prima la polizia municipale, il 13 maggio, e poi dei carabinieri del NOE di Cagliari, il 4 giugno, con gli agenti che rilevano il mancato smaltimento dei rifiuti e la permanenza di ingenti quantità di plastica.

La palla a questo punto passa al sindaco che nell’ordinanza intima agli amministratori di Coneco di completare le operazioni di bonifica entro novanta giorni. Dell’ordinanza sono state informate la procura e le forze dell’ordine e, in caso di inadempienza, sarà il Comune a svolgere i lavori, chiedendo però poi i danni agli interessati e presentando denuncia in procura.

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