«Vogliamo avere una sanità normale»

In città e nei centri della Provincia forte adesione alla raccolta di firme promossa dal comitato per la salute

ORISTANO. Composti, ordinati e determinati a mettere una firma per gridare ad una politica sorda la necessità di misure urgenti per la sanità oristanese, rivendicando il diritto alla salute dei cittadini della provincia. È stata questa la risposta di migliaia di oristanesi e residenti nel comprensorio provinciale all'appello del Comitato per il diritto alla salute della provincia di Oristano che, attraverso i mezzi di comunicazione e il tam tam sui social network, ha promosso una raccolta di firme, durante tutta la giornata di sabato, in tantissimi comuni. Un numero inaspettato di adesioni che rappresenta un elenco non più ignorabile di persone, cittadini appunto che rivendicano il proprio diritto inalienabile alla salute sancito dalla Costituzione. E così, anche in città, in piazza Roma, piazza Eleonora e presso il centro commerciale Porta Nuova, il lavoro del Comitato, nato un mese fa come gruppo su Facebook e che ora conta oltre seimila e duecento iscritti, ha visto i primi frutti di un lavoro di informazione e divulgazione. Di buon ora, sotto un sole caldo non usuale per la stagione autunnale, i banchetti per la raccolta firme hanno ricevuto una risposta massiccia e positiva. Sin dalle nove di sabato mattina, in fila, ordinati, senza distinzione di età, occupazione o simpatia politica, anche tantissimi oristanesi si sono presentati per fare il proprio dovere attivo di cittadini, mostrando il doppio volto di una stessa medaglia: da un lato la consapevolezza che è necessario un intervento politico urgente sulla situazione sanitaria, dall'altra la paura per lo stato attuale della sanità oristanese, ormai allo sbando. I dati aggiornati della situazione sanitaria territoriale e ospedaliera non sono affatto rosei. E' di sabato mattina, intorno alle sette, il dodicesimo ricovero per Covid-19 al San Martino, si tratta di una donna che fa registrare il tutto esaurito nel pronto soccorso del nosocomio, chiuso ormai da giorni per le urgenze, e adibito a presidio per la pandemia in attesa che il reparto Covid, predisposto al piano terra del corpo P, diventi operativo. Il trasferimento dei pazienti positivi ospedalizzati dovrebbe avvenire già da domani, per permettere così il disimpegno dei locali dell'emergenza-urgenza, la sanificazione e la riapertura al pubblico da martedì. Ma tra il dire e il fare, così come l'esperienza di questi mesi ha insegnato, c'è di mezzo la volontà politica e le criticità sanitarie per carenze di personale medico e paramedico, e inadeguatezza di strutture e strumenti. Se sull'effettiva data di apertura del reparto Covid non vi è certezza, è chiaro che sin dall'attivazione la sua disponibilità sarà insufficiente rispetto alle necessità.



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