Scuole monitorate ogni giorno, assemblea critica con la Assl

ORISTANO. La situazione per ora non impone la chiusura delle scuole cittadine, ma se i numeri dovessero peggiorare il sindaco Lutzu potrebbe fermare con un'ordinanza anche l'attività in presenza di...

ORISTANO. La situazione per ora non impone la chiusura delle scuole cittadine, ma se i numeri dovessero peggiorare il sindaco Lutzu potrebbe fermare con un'ordinanza anche l'attività in presenza di scuole materne, elementari e medie. Lo afferma lo stesso primo cittadino, dopo un incontro in remoto con i dirigenti scolastici e l'assessore all'Istruzione, Massimiliano Sanna. I numeri rendono un quadro preoccupante, ma non ancora grave: «Al momento ci sono tre classi in quarantena, nelle scuole dell’infanzia, alle elementari e alle medie, e alcune situazioni in evoluzione di cui attendiamo l’esito – spiegano Lutzu e Sanna – ma nulla ci garantisce che i numeri rimangano questi e i bollettini quotidiani testimoniano una situazione in veloce peggioramento». Non si nasconde dietro ottimismi di facciata, Lutzu, e si dice pronto a intervenire: «D’intesa con i dirigenti scolastici abbiamo stabilito di effettuare una ricognizione quotidiana per capire l’evoluzione della diffusione del virus tra studenti e personale scolastico. Al primo segnale importante potremo assumerci la responsabilità di imporre uno stop». Nel frattempo ieri è cominciata la didattica a distanza per le scuole superiori, dove negli ultimi giorni si erano registrati vari casi di positività e quarantene per intere classi. Ma se preoccupa l'evoluzione del contagio nelle scuole, ancora maggiori sono i timori destati dalla situazione della sanità locale. Si è conclusa ieri la prima fase di lavoro della commissione comunale per la difesa della sanità in provincia di Oristano, con l'approvazione unanime da parte del Consiglio comunale di un ordine del giorno che chiede la piena riattivazione degli ospedali di Oristano, Bosa e Ghilarza. «Quello della sanità oristanese è un quadro disastroso – per il presidente della commissione, il capogruppo Pd Efisio Sanna – dovuto a tagli, assenza di programmazione e, negli ultimi dieci anni, uno sbilanciamento a favore dei due poli sanitari del Sud e del Nord dell'isola. Qui non solo non sono stati aperti i nuovi reparti promessi, ma ne stanno chiudendo altri». Ringrazia la commissione il sindaco Lutzu, che poi invoca l'unità territoirale: «Il San Martino deve restare un DEA (Dipartimento di Emergenza e Accettazione) di primo livello e bisogna tutelare e garantire il ruolo degli ospedali di Bosa e Ghilarza». (dav.pi.)

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