«Basta casi sospetti al pronto soccorso»
di Michela Cuccu
La Cisl chiede un filtro esterno al San Martino per evitare che pazienti covid abbiano accesso diretto al reparto
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ORISTANO. Al Pronto soccorso del San Martino manca ancora il pre-triage, con il risultato che i casi sospetti Covid accedono direttamente al reparto che ieri si è nuovamente bloccato, dopo essere stato fuori uso per diversi giorni e quindi riaperto del tutto giovedì. Ma è stata una riapertura temporanea e ciò è destinato a ripetersi in futuro se non verranno prese contromisure. Al momento, ogni volta che arriva un paziente che poi risulta positivo al test, il reparto deve fermarsi per la sanificazione, bloccando le altre visite e dirottando pazienti e ambulanze verso altri ospedali.
L’assenza del pre-triage è nota da tempo e più volte segnalata dai sindacati del personale sanitario. L’ultima segnalazione, con tanto di sollecito alla Direzione generale della Assl è di ieri. Il segretario provinciale di Cisl Fp, Salvatore Seoni, ha infatti inviato una lettera-denuncia ai vertici della Assl, chiedendo interventi immediati per il ripristino delle condizioni di sicurezza per pazienti e operatori. «I pazienti con sintomatologia dubbia non devono accedere direttamente alla struttura sanitaria, ma devono prima passare dal pre-triage, in zone esterne, assistiti da personale dotato di tutti i dispositivi utili alla protezione individuale, lontani da altri pazienti», scrive. È ciò che era accaduto nei primi mesi dell’emergenza quando peraltro in provincia i casi erano pochissimi. Ora che crescono il pre-triage non c’è più.
Il sindacato punta a ottenere una migliore organizzazione delle zone filtro in prossimità del Pronto soccorso «per evitare la chiusura del reparto in caso di transito di pazienti positivi ed evitare, che medici, infermieri, operatori socio sanitari e tutto il personale sanitario siano messi in quarantena perché venuti a contatto con pazienti colpiti dal virus».
È l’ennesima conferma di quanto poco si sia fatto in questi mesi per rendere più sicuro ed efficiente uno dei reparti cruciali, le cui carenze sono diventate ancor più evidenti. Non è l’unica situazione sulla quale il sindacato chiede all’azienda di intervenire. Vengono sollecitate nuove assunzioni e poi c’è preoccupazione per una delle zone sensibili dell’ospedale ovvero il blocco di chirurgia. Salvatore Seoni sollecita la massima attenzione anche per le aree ad alto rischio infettivo come il blocco operatorio, asse centrale su cui ruotano le varie attività ospedaliere. Il rischio, è infatti che l’intera attività chirurgica possa essere bloccata. Scrive infatti il segretario: «In caso di positività di un paziente o operatore sanitario dev’essere sanificato rapidamente da personale formato per la bonifica di ambienti a rischio biologico per assicurare la continuità degli interventi chirurgici».
L’assenza del pre-triage è nota da tempo e più volte segnalata dai sindacati del personale sanitario. L’ultima segnalazione, con tanto di sollecito alla Direzione generale della Assl è di ieri. Il segretario provinciale di Cisl Fp, Salvatore Seoni, ha infatti inviato una lettera-denuncia ai vertici della Assl, chiedendo interventi immediati per il ripristino delle condizioni di sicurezza per pazienti e operatori. «I pazienti con sintomatologia dubbia non devono accedere direttamente alla struttura sanitaria, ma devono prima passare dal pre-triage, in zone esterne, assistiti da personale dotato di tutti i dispositivi utili alla protezione individuale, lontani da altri pazienti», scrive. È ciò che era accaduto nei primi mesi dell’emergenza quando peraltro in provincia i casi erano pochissimi. Ora che crescono il pre-triage non c’è più.
Il sindacato punta a ottenere una migliore organizzazione delle zone filtro in prossimità del Pronto soccorso «per evitare la chiusura del reparto in caso di transito di pazienti positivi ed evitare, che medici, infermieri, operatori socio sanitari e tutto il personale sanitario siano messi in quarantena perché venuti a contatto con pazienti colpiti dal virus».
È l’ennesima conferma di quanto poco si sia fatto in questi mesi per rendere più sicuro ed efficiente uno dei reparti cruciali, le cui carenze sono diventate ancor più evidenti. Non è l’unica situazione sulla quale il sindacato chiede all’azienda di intervenire. Vengono sollecitate nuove assunzioni e poi c’è preoccupazione per una delle zone sensibili dell’ospedale ovvero il blocco di chirurgia. Salvatore Seoni sollecita la massima attenzione anche per le aree ad alto rischio infettivo come il blocco operatorio, asse centrale su cui ruotano le varie attività ospedaliere. Il rischio, è infatti che l’intera attività chirurgica possa essere bloccata. Scrive infatti il segretario: «In caso di positività di un paziente o operatore sanitario dev’essere sanificato rapidamente da personale formato per la bonifica di ambienti a rischio biologico per assicurare la continuità degli interventi chirurgici».
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