La Nuova Sardegna

Oristano

«Macché sconfitti, è tutto in regola»

di Giuseppe Centore
«Macché sconfitti, è tutto in regola»

Vendita delle quote, in una nota il sindaco Lutzu difenda la bontà delle scelte fatte dalla sua amministrazione

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ORISTANO. Il Comune non si sente sconfitto dalla decisione del giudice del Registro, e definisce «notizia destituita di ogni fondamento» la perdita delle Marine. «Il Comune non è più proprietario delle quote dal ottobre 2019, non in virtù della sentenza del giudice del registro, ma conseguentemente al contratto di cessione stipulato con la società Tharros Yachting come da rogito notarile del 30 ottobre 2019. La sentenza del Giudice del registro non afferma la validità delle ragioni del Comune o del Circolo nautico – così il parere del primo cittadino – il Giudice del registro si è espresso sul ricorso presentato dal Conservatore del registro delle imprese di Oristano e non sull’azione giudiziaria promossa dal Comune di Oristano».

La vicenda è effettivamente complessa, ma la sentenza, in un passaggio, non lascia adito a dubbi. Il giudice ha respinto il ricorso presentato dal Conservatore del registro delle imprese che aveva chiesto di non trascrivere l’atto che Marine Oristanesi (società detenuta in maggioranza dal Comune e in minoranza dal Circolo Nautico) aveva fatto per la vendita delle quote comunali al socio di minoranza, come prevedeva la legge. Il giudice ricorda che il Comune di Oristano era intervenuto in questo procedimento sposando in pieno la tesi del Conservatore. Ed è proprio questa tesi, ritenere non valido l’atto di vendita al circolo nautico, che il giudice ha respinto.

Ma il giudice dice anche altro. Al punto 5 del suo decreto, dopo aver accertato che entrambi gli atti, dal punto di vista tipologico sono a norma, ricorda che il suo giudizio è «limitato alla verifica della regolarità delle iscrizioni», mentre spetta ad altro giudice verificare quale delle due vendite è valida. Nel decreto si fa però riferimento ad un articolo del codice civile: il 2470, che al terzo comma recita «se la quota è alienata con successivi contratti a più persone, quella tra esse che per prima ha effettuato in buona fede l'iscrizione nel registro delle imprese è preferita alle altre, anche se il suo titolo è di data posteriore».

Adesso si tratta di capire cosa farà il Conservatore. La sua ipotesi, sostenuta con passione e diverse argomentazioni anche da Comune e Tharros Yachting, è stata bocciata dal giudice, che quindi indirettamente ha dato torto anche al Comune.

«Vedremo che fare – ha aggiunto il sindaco – tuttavia in questo periodo una convocazione della commissione bilancio a tamburo battente non mi sembra opportuno; parteciperò anche io alla Commissione». Sicuramente vi parteciperà il responsabile del bilancio Angelo Angioi, che fa capire come adesso il Comune deve scegliere.

«La decisione verrà presa in questi giorni. Ci sono due opzioni sul tavolo, quella più probabile è che i 200 mila euro vengano impegnati, altrimenti dopo il 30 novembre finirebbero in avanzo d'amministrazione, che è vincolato. L'altra opzione è che vengano restituiti alla Tharros Yachting, cosa che però non pensiamo di fare – chiude Angioi – dato che la decisione del giudice non ci ha dato completamente torto e quindi al momento sono valide entrambe le iscrizioni presso il registro delle imprese».

Una posiziona salomonica che però non risponde alla domanda centrale di questo pasticciaccio.

Perchè il Comune ha voluto comunque vendere la sua quota quando questa era già stata rilevata dal circolo nautico, con modalità ritenute corrette dal giudice?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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