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I sindaco Gallus si insedia e subito fa partire le querele
PAULILATINO. Se le premesse sono quelle dell'insediamento, contrassegnato dalle accuse reciproche tra maggioranza e opposizione, dall’annuncio di querele da parte del sindaco Gallus e dall'uscita...
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PAULILATINO. Se le premesse sono quelle dell'insediamento, contrassegnato dalle accuse reciproche tra maggioranza e opposizione, dall’annuncio di querele da parte del sindaco Gallus e dall'uscita dall’aula della minoranza, sarà una consiliatura a dir poco movimentata.
La seduta di insediamento del riconfermato sindaco Domenico Gallus è iniziata come da copione, ma nel finale gli animi si sono riscaldati, oltremisura. Al momento delle comunicazioni infatti il sindaco Gallus ha annunciato l’intenzione di querelare gli autori delle offese ricevute durante la campagna elettorale.
Il clima si è infiammato quando l'esponente di Venti di Cambiamento, Mariano Cuscusa, ha precisato di essere estraneo ai fatti, ha escluso il coinvolgimento degli altri consiglieri di minoranza e ha invitato Gallus a confermarlo pubblicamente per non generare equivoci.
Il sindaco ha discolpato il gruppo di opposizione ma ciò non ha evitato che la disputa salisse di tono e che sfociasse nella reazione contrariata di Mariano Cuscusa, Gianfranca Piredda e Salvatore Demartis, che hanno abbandonato l'adunanza. Il primo cittadino ha chiarito che quella sarebbe stata la prima e unica volta che avrebbe affrontato l'argomento ma di non essere più disposto a tollerare le «accuse infamanti» che gli sono state rivolte attraverso messaggi pubblici circolati sui social media. «Sono stato ingiuriato, calunniato e vilipeso, hanno offeso la mia famiglia e hanno insultato questa comunità», ha detto Gallus accusato anche di voto di scambio con ingiurie per aver disposto il lock down e infine per la similitudine tra Paulilatino e Corleone, paese simbol odella mafia. Il sindaco ha fatto sapere di aver incaricato gli avvocati di sporgere querela per diffamazione aggravata verso sei persone, una delle quali identificata con Carmen Madau, consigliera dimissionaria della minoranza. Il primo cittadino, però, non è stato l'unico a togliersi dei sassolini dalla scarpa. Poco prima Mariano Cuscusa aveva rimproverato a lui e alla sua precedente maggioranza di non essere stati collaborativi in consiglio comunale e di aver causato lo stallo del paese, «che ha visto un lento e inesorabile abbandono da parte dei nostri ragazzi per mancanza di prospettive».
Maria Antonietta Cossu
La seduta di insediamento del riconfermato sindaco Domenico Gallus è iniziata come da copione, ma nel finale gli animi si sono riscaldati, oltremisura. Al momento delle comunicazioni infatti il sindaco Gallus ha annunciato l’intenzione di querelare gli autori delle offese ricevute durante la campagna elettorale.
Il clima si è infiammato quando l'esponente di Venti di Cambiamento, Mariano Cuscusa, ha precisato di essere estraneo ai fatti, ha escluso il coinvolgimento degli altri consiglieri di minoranza e ha invitato Gallus a confermarlo pubblicamente per non generare equivoci.
Il sindaco ha discolpato il gruppo di opposizione ma ciò non ha evitato che la disputa salisse di tono e che sfociasse nella reazione contrariata di Mariano Cuscusa, Gianfranca Piredda e Salvatore Demartis, che hanno abbandonato l'adunanza. Il primo cittadino ha chiarito che quella sarebbe stata la prima e unica volta che avrebbe affrontato l'argomento ma di non essere più disposto a tollerare le «accuse infamanti» che gli sono state rivolte attraverso messaggi pubblici circolati sui social media. «Sono stato ingiuriato, calunniato e vilipeso, hanno offeso la mia famiglia e hanno insultato questa comunità», ha detto Gallus accusato anche di voto di scambio con ingiurie per aver disposto il lock down e infine per la similitudine tra Paulilatino e Corleone, paese simbol odella mafia. Il sindaco ha fatto sapere di aver incaricato gli avvocati di sporgere querela per diffamazione aggravata verso sei persone, una delle quali identificata con Carmen Madau, consigliera dimissionaria della minoranza. Il primo cittadino, però, non è stato l'unico a togliersi dei sassolini dalla scarpa. Poco prima Mariano Cuscusa aveva rimproverato a lui e alla sua precedente maggioranza di non essere stati collaborativi in consiglio comunale e di aver causato lo stallo del paese, «che ha visto un lento e inesorabile abbandono da parte dei nostri ragazzi per mancanza di prospettive».
Maria Antonietta Cossu
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