«Tragedia che non si deve ripetere»
L’ordine dei medici sulla morte di Franco Loche. La Procura apre una inchiesta
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ORISTANO. «È stata una tragedia annunciata: chi di dovere ne tragga le dovute conclusioni»: non sono passate nemmeno 24 ore dalla morte dell'ex direttore sanitario della Asl, che il presidente dell'Ordine dei medici, Antonio Sulis, annuncia battaglia. La vicenda è nota: Franco Loche (e non Antonio riportato nell'articolo di ieri per un deprecabile errore di cui ci scusiamo con i familiari e i lettori), medico in pensione, ha cessato di vivere lunedì mattina all'ospedale di San Gavino dove era arrivato in autoambulanza dopo un incidente avvenuto nella rotatoria di via Nuoro, a meno di dieci minuti dal pronto soccorso del San Martino. Sarebbe dovuta andare li, l'ambulanza, ma il reparto da più di tre settimane è chiuso alle urgenze non covid. Così, prima di ricevere le cure necessarie, il dottor Loche, che appena soccorso era perfettamente lucido, ha dovuto percorrere cinquanta chilometri, nel frattempo, ha peso anche i sensi. Per cessare di vivere, poche ore dopo, stroncato da un'emorragia cerebrale accertata attraverso la Tac cui i medici dell'ospedale di San Gavino, l’avevano immediatamente sottoposto. Per un terribile accavallarsi di coincidenze, anche se fosse stato ricoverato al San Martino, quell’esame, la Tac, non si sarebbe potuta fare dato che in quei giorni l'unico tomografo dell'ospedale era fuori servizio per un guasto. «Scriverò ai vertici dell’Ats e della Assl sollecitando azioni che consentano la riapertura immediata alle urgenze del Pronto soccorso del San Martino: non si può lasciare una intera provincia priva di un servizio così essenziale», dice il presidente dell'Ordine dei medici che aggiunge: «Il collega non meritava di morire così, costretto a farsi curare lontano dall'ospedale nel quale aveva lavorato per tantissimi anni». La conclusione di Sulis suona come un monito: «Questa tragedia poteva capitare a chiunque: chi ha il dovere di intervenire faccia in modo che non si ripeta». Intanto la Procura, come da prassi, ha aperto un fascicolo sulla morte del medico, ipotizzando il reato di omicidio stradale e iscrivendo tra gli indagati l’autista del mezzo coinvolto. (m.c.)
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