Lutzu e i suoi con Fdi «Ma non cerco ora il bis»
Fratelli d’Italia celebra l’ingresso con il capogruppo del partito alla Camera L’obiettivo per il partito della Meloni è dimenticare l’1,5 per cento delle comunali
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ORISTANO. Da nipotini della Balena bianca a figliocci della Fiamma Tricolore. Un bel salto. Il passaggio di Andrea Lutzu in Fratelli d'Italia segna un nuovo punto nella parabola politica più che ventennale del sindaco di Oristano, nella quale lo spostamento verso destra ha coinciso con la crescita del peso politico. Da giovane consigliere con meno di 100 preferenze nelle formazioni centriste guidate dal senatore Ignazio Manunza agli albori degli anni Duemila, a primo cittadino di Oristano da esponente di Forza Italia. In mezzo l'assessorato ai Lavori Pubblici della giunta Nonnis ottenuto con il passaggio al Popolo delle Libertà con cui si candidò, sconfitto, come sindaco alle elezioni del 2012.
Ora lo sbarco dentro Fratelli d'Italia, che porta in dote al partito di Giorgia Meloni un pacchetto di preferenze invidiabile: il nuovo gruppo consiliare formato da Peppi Puddu, Lorenzo Pusceddu, Fulvio Deriu, Carlo Cerrone, Antonio Iatalese e Stefania Orrù ne assomma, contando anche quelle degli assessori Angelo Angioi e Francesco Pinna, quasi 1400, l'8% di quelle espresse dagli elettori nel 2017. E, di conseguenza, un peso politico tutto nuovo che fa di Fratelli d'Italia il partito di maggioranza relativa nel Consiglio comunale cittadino, nei fatti una riedizione sovranista dell'originario gruppo di Forza Italia (solo Puddu arriva da un'altra lista, l'Udc), con tre assessori e il sindaco. Una vera e propria corazzata e nell'accordo ci guadagnano tutti: Fratelli d'Italia, dopo il pessimo risultato delle Comunali 2017 (1,5 %), può puntare a diventare il primo partito in città nel 2022, mentre Lutzu e i suoi hanno le spalle coperte in chiave ricandidatura. E l'importanza dell'evento è sottolineata dal fatto che, alla conferenza stampa di presentazione, oltre a Lutzu, al coordinatore provinciale di Fdi Francesco Mura e al capogruppo Peppi Puddu, abbiano preso parte anche i deputati Salvatore Deidda, che lancia l'impegno sulla zona franca nel porto industriale, e Francesco Lollobrigida. «Siamo in crescita e a livello territoriale volevamo includere anche persone che ricoprono cariche elettive» spiega il coordinatore provinciale del partito, Francesco Mura che poi afferma: «L'obiettivo è quello di riunire la destra oristanese intorno alla fiamma di Fratelli d'Italia». Il sindaco parla di ingresso entusiasta e ricorda: «Giorgia Meloni fu l'unico leader nazionale a venire a Oristano per sostenere la mia candidatura, in un momento in cui la sinistra governava in tutta la Sardegna. E proprio da Oristano cominciò la riscossa del centrodestra». Ma sul futuro Lutzu non si sbilancia, pur non escludendo la ricandidatura: «Non entro in Fdi per garantirmi il bis. Se ci fossero le condizioni, ora mi candiderei per un secondo mandato, ma sono pronto a sostenere qualsiasi nome venga scelto dalla coalizione di centro destra». Il primo cittadino liquida come “provocazioni” le dichiarazioni del coordinatore regionale di Forza Italia Ugo Cappellacci, che aveva parlato di trasformismo e incoerenza e garantisce fedeltà, seppur condizionata, alla maggioranza regionale di centro destra, senza però nominare mai Solinas con il quale i rapporti si sono tesi dopo la cacciata dei sardisti dalla maggioranza comunale: «Lavoreremo con il governo regionale e facciamo parte della maggioranza di centro destra, fino a quando l'azione della Regione non colliderà con gli interessi dei cittadini oristanesi».
Davide Pinna
Ora lo sbarco dentro Fratelli d'Italia, che porta in dote al partito di Giorgia Meloni un pacchetto di preferenze invidiabile: il nuovo gruppo consiliare formato da Peppi Puddu, Lorenzo Pusceddu, Fulvio Deriu, Carlo Cerrone, Antonio Iatalese e Stefania Orrù ne assomma, contando anche quelle degli assessori Angelo Angioi e Francesco Pinna, quasi 1400, l'8% di quelle espresse dagli elettori nel 2017. E, di conseguenza, un peso politico tutto nuovo che fa di Fratelli d'Italia il partito di maggioranza relativa nel Consiglio comunale cittadino, nei fatti una riedizione sovranista dell'originario gruppo di Forza Italia (solo Puddu arriva da un'altra lista, l'Udc), con tre assessori e il sindaco. Una vera e propria corazzata e nell'accordo ci guadagnano tutti: Fratelli d'Italia, dopo il pessimo risultato delle Comunali 2017 (1,5 %), può puntare a diventare il primo partito in città nel 2022, mentre Lutzu e i suoi hanno le spalle coperte in chiave ricandidatura. E l'importanza dell'evento è sottolineata dal fatto che, alla conferenza stampa di presentazione, oltre a Lutzu, al coordinatore provinciale di Fdi Francesco Mura e al capogruppo Peppi Puddu, abbiano preso parte anche i deputati Salvatore Deidda, che lancia l'impegno sulla zona franca nel porto industriale, e Francesco Lollobrigida. «Siamo in crescita e a livello territoriale volevamo includere anche persone che ricoprono cariche elettive» spiega il coordinatore provinciale del partito, Francesco Mura che poi afferma: «L'obiettivo è quello di riunire la destra oristanese intorno alla fiamma di Fratelli d'Italia». Il sindaco parla di ingresso entusiasta e ricorda: «Giorgia Meloni fu l'unico leader nazionale a venire a Oristano per sostenere la mia candidatura, in un momento in cui la sinistra governava in tutta la Sardegna. E proprio da Oristano cominciò la riscossa del centrodestra». Ma sul futuro Lutzu non si sbilancia, pur non escludendo la ricandidatura: «Non entro in Fdi per garantirmi il bis. Se ci fossero le condizioni, ora mi candiderei per un secondo mandato, ma sono pronto a sostenere qualsiasi nome venga scelto dalla coalizione di centro destra». Il primo cittadino liquida come “provocazioni” le dichiarazioni del coordinatore regionale di Forza Italia Ugo Cappellacci, che aveva parlato di trasformismo e incoerenza e garantisce fedeltà, seppur condizionata, alla maggioranza regionale di centro destra, senza però nominare mai Solinas con il quale i rapporti si sono tesi dopo la cacciata dei sardisti dalla maggioranza comunale: «Lavoreremo con il governo regionale e facciamo parte della maggioranza di centro destra, fino a quando l'azione della Regione non colliderà con gli interessi dei cittadini oristanesi».
Davide Pinna
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