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Oristano

«La giunta così non va: adesso serve un rimpasto»

«La giunta così non va: adesso serve un rimpasto»

Gli alleati di Lutzu non apprezzano il passaggio del sindaco e dei suoi a Fdi Arrivano le prime richieste di riequilibrare le presenze nell’esecutivo

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ORISTANO. Chi volesse cercare, fra i suoi alleati di governo, lo stesso sentimento di entusiasmo manifestato dal sindaco Lutzu per il proprio ingresso in Fratelli d'Italia, dovrebbe armarsi del proverbiale lanternino.

E prepararsi a non trovarne traccia, neanche dopo una lunga ricerca, perché le reazioni di Udc, Fortza Paris e Riformatori sono a dir poco sfumate, e per nulla entusiaste.

Non lo è certamente quella del segretario cittadino dell'Udc, Michele Piredda che mette sul tavolo la parola più temuta da qualsiasi sindaco: rimpasto. Una parla che ha un inizio temporale e una sua logica ma che finisce sempre per scatenare gli appetiti più insani di qualunque coalizione.

«È nella logica dei numeri – afferma Piredda – andare a un veloce rimpasto. Fratelli d'Italia ha un numero di assessori sproporzionato rispetto al suo peso in Consiglio, considerando che hanno anche il sindaco. Il rimpasto si dovrà fare, non solo in Giunta ma anche negli enti di sottogoverno». Dal punto di vista politico, il messaggio difficilmente può essere più chiaro di così.

«Era ovvio che il sindaco non potesse stare a lungo senza un partito e probabilmente, spinti dal gruppo dei primi fuoriusciti da Forza Italia, hanno deciso di ritrovarsi tutti sotto la bandiera di Fratelli d'Italia. Ne prendiamo atto e continuiamo a guardare dentro casa nostra». Una casa che conta due consiglieri comunali, Vincenzo Pecoraro e il presidente dell'assemblea Antonio Franceschi, e nessun assessore. Situazione che a questo punto l'Udc potrebbe chiedere di cambiare.

Anche dentro Fortza Paris è difficile trovare qualche traccia di entusiasmo, anzi il capogruppo Davide Tatti (insieme a lui siedono in consiglio Andrea Muru e Giulia Solinas) manifesta soprattutto delusione per aver appreso il passaggio politico dalla lettura dei quotidiani. «Il sindaco avrebbe dovuto condividere questa sua scelta, che rimane ovviamente libero di prendere in coerenza con le proprie idee. Non sapevo nulla, sino a ieri mi sono confrontato con Carlo Cerrone e Antonio Iatalese convinto che fossero capigruppo e vice degli autosospesi di Forza Italia». La questione, per Tatti, è politica: «Saranno gli elettori a giudicare questo passaggio a destra, che non corrisponde certamente al mandato politico conferito alle elezioni del 2017». E adesso, non è detto che la strada di Fortza Paris e quella di Lutzu resteranno congiunte fino a giugno 2022: «Chiederemo un chiarimento al sindaco. Dobbiamo capire se sono cambiate le linee programmatiche, anche perché gli esponenti di Fratelli d'Italia hanno parlato di un cambio di passo. Solo allora sapremo se possiamo andare avanti». Tatti mette sul piatto della bilancia il peso dei tre consiglieri di Fortza Paris: «Oggi siamo noi la forza determinate nella maggioranza in tutto e per tutto». Basterebbe non presentarsi alle votazioni della imminente stagione di bilancio per mandare tutti a casa. «Ora cerchiamo di capire se sarà il caso di fare un rimpasto o di sostituire qualcuno. È una valutazione che non abbiamo ancora fatto, arriverà dopo esserci confrontati con la Giunta». Auguri.(dav.pi.)

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