«Nessun reato, solo buona fede»
Appello al Coni per lo scambio di cavalieri alla Sartiglia. Parlano le difese
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ORISTANO. Il Coni sentenzia nuovamente contro altri due cavalieri della Sartiglia, Marco Pau e Paolo Rosas. Ieri c’è stato il processo d’appello in sede Coni. L’udienza si è svolta da remoto e la decisione dei giudici sarà resa nota tra dieci giorni.
In primo grado Marco Pau era stato squalificato dalle competizioni sportive, fino a luglio 2024. Era accusato di sostituzione di persona a seguito dei controlli antidoping svolti la domenica della Sartiglia del 2018.
Anche Paolo Rosas era stato accusato dello stesso reato sportivo e condannato alla stessa pena. Marco Pau è istruttori della Federazione italiana sport equestri (Fise). La sua difesa è stata sostenuta dall’avvocato Gianfranco Sollai.
Ieri Pau ha risposto a tutte le domande dei giudici, e il suo avvocato ha ricordato che il cavaliere era stato chiamato col suo nome e non con quello del fratello due volte per effettuare il controllo delle urine, solo che al momento della firma del foglio di conferma lui si era trovato il foglio del fratello Roberto e lo aveva firmato in buona fede, pensando che avessero sbagliato quelli dell’organizzazione. Mancava poi il movente, perchè i fratelli Pau, come da inchiesta della Procura non aveva alcuna ragione per alterare i referti, essendo “puliti”, ha ribadito Sollai.
Insieme a Pau e Rosas erano stati condannati in primo grado anche Giuseppe Frau, Roberto Pau, fratello di Marco, e e Giuseppe Catapano. Anche per loro interdizione dalle competizioni sportive sino al 2024.
Ma tra i condannati in primo grado c’era una differenza di profilo notevole. Mentre i due cavalieri Giuseppe Frau e Giuseppe Catapano sono sportivi a livello dilettantistico, tesserati dell'Organizzazione per l'educazione allo sport (Opes), i fratelli Pau sono due istruttori della Federazione italiana sport equestri (Fise), lavorano nel mondo dei cavalli e il primo ricopre anche l'incarico di consigliere nel comitato regionale.
In primo grado Marco Pau era stato squalificato dalle competizioni sportive, fino a luglio 2024. Era accusato di sostituzione di persona a seguito dei controlli antidoping svolti la domenica della Sartiglia del 2018.
Anche Paolo Rosas era stato accusato dello stesso reato sportivo e condannato alla stessa pena. Marco Pau è istruttori della Federazione italiana sport equestri (Fise). La sua difesa è stata sostenuta dall’avvocato Gianfranco Sollai.
Ieri Pau ha risposto a tutte le domande dei giudici, e il suo avvocato ha ricordato che il cavaliere era stato chiamato col suo nome e non con quello del fratello due volte per effettuare il controllo delle urine, solo che al momento della firma del foglio di conferma lui si era trovato il foglio del fratello Roberto e lo aveva firmato in buona fede, pensando che avessero sbagliato quelli dell’organizzazione. Mancava poi il movente, perchè i fratelli Pau, come da inchiesta della Procura non aveva alcuna ragione per alterare i referti, essendo “puliti”, ha ribadito Sollai.
Insieme a Pau e Rosas erano stati condannati in primo grado anche Giuseppe Frau, Roberto Pau, fratello di Marco, e e Giuseppe Catapano. Anche per loro interdizione dalle competizioni sportive sino al 2024.
Ma tra i condannati in primo grado c’era una differenza di profilo notevole. Mentre i due cavalieri Giuseppe Frau e Giuseppe Catapano sono sportivi a livello dilettantistico, tesserati dell'Organizzazione per l'educazione allo sport (Opes), i fratelli Pau sono due istruttori della Federazione italiana sport equestri (Fise), lavorano nel mondo dei cavalli e il primo ricopre anche l'incarico di consigliere nel comitato regionale.
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