Pronto soccorso, riapertura non a breve

Ancora 14 pazienti ricoverati, sei collegati all’ossigeno. Un paziente di Arborea portato a San Gavino, dove poi è morto

ORISTANO. Due nuove vittime in provincia causa virus. Afianco diamo conto dell’anziano ricoverato nella casa di accoglienza di Laconi, qui invece raccontiamo gli effetti della crisi del Pronto soccorso del San Martino, chiuso da 21 giorni e non riapribile a breve.

Mercoledì sera un sessantacinquenne di Arborea, positivo al covid, ha avuto a casa sua una crisi respiratoria acuta. Immediato l’allarme al 118 e l’invio di una ambulanza che però non lo ha portato a Oristano, distante pochi chilometri ma a San Gavino, lontano quarantasette chilometri.

Quando l’uomo è arrivato all’ospedale del Medio Campidan non c’era più nulla da fare. Nel corso della giornata si sono rincorse diverse versioni sull’episodio. Quella ufficiale della Assl chiarisce che l’ambulanza con a bordo l’uomo di Arborea è stata mandata a San Gavino su decisione del 118, che non ha ritenuto di dirigerla verso il più vicino San Martino.

Questo episodio conferme la fortissima sofferenza della macchina organizzativa provinciale. La morte dell'uomo di Arborea poteva essere evitata? Perchè non è stato portato ad Oristano?

Queste domande testimoniamo la difficoltà, nonostante gli annunci, che sta vivendo la sanità territoriale nella gestione della pandemia. Difficoltà per l'emergenza coronavirus che si sono ancor più facilmente insinuate tra le criticità di personale, servizi e strutture della sanità territoriale e ospedaliera.

Nella tarda nottata di mercoledì il numero dei pazienti presenti al pronto soccorso del San Martino era di quattordici, tutti sistemati tra i letti nell'ex area obi e le barelle nelle stanze visita. Un numero in calo dal giorno precedente a seguito di due trasferimenti di pazienti Covid in altre strutture. L'obiettivo dell'Assl è quello di svuotare il pronto soccorso dai pazienti Covid per rendere la struttura nuovamente operativa come presidio di emergenza urgenza subito. Un tentativo fermo ai blocchi dalla priorità della cura dei pazienti ricoverati.

Un tentativo che comunque non si può fare in poche ore sia perchè le condizioni di molti pazienti non consentono uno spostamento agevole, sia perchè non ci sono reparti per mandare tutte queste persone. Nel tentativo di alleggerire il San Martino da un potenziale bacino di utenti positivi è stato reso operativo da ieri il reparto Covid del Mastino di Bosa. Quindici posti al momento operativi quaranta in totali quelli resi disponibili per la struttura, e un equipe di otto medici, di cui quattro provenienti dalla corsia di medicina e altrettanti da quella di anestiesia e rianimazione, ossia l'equipe completa del reparto. La speranza è che anche il pronto soccorso di Bosa non subisca la stessa sorte di quello del San Martino.(el.ca.)

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