Marine, il Comune prova a ricorrere
La decisione del giudice del registro non ha accolto i desiderata dell’amministrazione, che si era anche costituita in giudizio
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ORISTANO. « Nessuna sconfitta giudiziaria per il Comune» aveva puntualizzato il sindaco Lutzu dopo il decreto del Giudice del registro Paola Bussu con cui era stata riconosciuta la regolarità formale della cessione delle quote di proprietà comunale, l'86 per cento, delle Marine Oristanesi, liquidate dalla stessa società di gestione del porticciolo al socio di minoranza, il Circolo Nautico per 20 mila euro. Sconfitta o meno, però, al Comune quella decisione non va bene e, anzi, la Giunta comunale approva all'unanimità una delibera in cui si afferma che il decreto «contiene alcune incongruenze ed è meritevole di impugnazione in quanto lede i diritti del Comune». Insomma, non proprio una vittoria.
E nemmeno un pareggio, per il fatto che al momento le quote sono saldamente in mano al Circolo Nautico e la società privata Tharros Yachting, che ha acquistato il medesimo pacchetto azionario all'asta dal Comune per 209 mila euro, non ha la disponibilità su quanto pagato. Tanto che infatti il Comune ha deciso di perseguire la strada del reclamo contro il decreto emesso giovedì 5 novembre. Secondo le stime dell'assessore al Bilancio e alle Partecipate Angelo Angioi e dell'avvocata del Comune Gianna Caccavale il percorso giudiziario potrebbe durare poco meno di un anno. Tempi lunghi, soprattutto perché qualsiasi investimento privato sul porto turistico è bloccato dall'incertezza sulla reale proprietà dell'infrastruttura, ma sempre meglio di quelli che si prospettano se si decidesse di avviare una causa civile: tre anni circa solo per il primo grado di giudizio. Si tratta di un reclamo, e non di un ricorso, e la decisione spetterà al Tribunale di Oristano, in camera di consiglio, e sarà inappellabile. Il primo passaggio sarà ovviamente la decisione dei giudici sulla legittimità del Comune a proporre il reclamo e, una volta passato questo controllo, gli avvocati dell'ente locale dovranno cercare di convincere i magistrati che l'atto di cessione delle Marine Oristanesi in favore del Circolo non rispettava i requisiti formali stabiliti dal codice civile. Operazione che non gli è riuscita in primo grado e alla quale si aggiungerà probabilmente la contestazione sulle procedure seguite dalle Marine per la vendita, ritenute irregolari dal Comune. Dovranno però scontrarsi con una corposa giurisprudenza, ribadita nel suo decreto anche dal giudice del primo grado, che afferma che questo tipo di verifiche spettano solo ai magistrati ordinari all'interno delle cause civili. Intanto, comunque, sulla vicenda che ha procurato per ora non poche grane politiche alla Giunta potrebbe tornare per un anno un po' di calma. Se la decisione dovesse arridere al Comune, il Circolo perderebbe la titolarità delle quote e Tharros Yachting entrerebbe in possesso delle quote acquistate dal Comune.
Davide Pinna
E nemmeno un pareggio, per il fatto che al momento le quote sono saldamente in mano al Circolo Nautico e la società privata Tharros Yachting, che ha acquistato il medesimo pacchetto azionario all'asta dal Comune per 209 mila euro, non ha la disponibilità su quanto pagato. Tanto che infatti il Comune ha deciso di perseguire la strada del reclamo contro il decreto emesso giovedì 5 novembre. Secondo le stime dell'assessore al Bilancio e alle Partecipate Angelo Angioi e dell'avvocata del Comune Gianna Caccavale il percorso giudiziario potrebbe durare poco meno di un anno. Tempi lunghi, soprattutto perché qualsiasi investimento privato sul porto turistico è bloccato dall'incertezza sulla reale proprietà dell'infrastruttura, ma sempre meglio di quelli che si prospettano se si decidesse di avviare una causa civile: tre anni circa solo per il primo grado di giudizio. Si tratta di un reclamo, e non di un ricorso, e la decisione spetterà al Tribunale di Oristano, in camera di consiglio, e sarà inappellabile. Il primo passaggio sarà ovviamente la decisione dei giudici sulla legittimità del Comune a proporre il reclamo e, una volta passato questo controllo, gli avvocati dell'ente locale dovranno cercare di convincere i magistrati che l'atto di cessione delle Marine Oristanesi in favore del Circolo non rispettava i requisiti formali stabiliti dal codice civile. Operazione che non gli è riuscita in primo grado e alla quale si aggiungerà probabilmente la contestazione sulle procedure seguite dalle Marine per la vendita, ritenute irregolari dal Comune. Dovranno però scontrarsi con una corposa giurisprudenza, ribadita nel suo decreto anche dal giudice del primo grado, che afferma che questo tipo di verifiche spettano solo ai magistrati ordinari all'interno delle cause civili. Intanto, comunque, sulla vicenda che ha procurato per ora non poche grane politiche alla Giunta potrebbe tornare per un anno un po' di calma. Se la decisione dovesse arridere al Comune, il Circolo perderebbe la titolarità delle quote e Tharros Yachting entrerebbe in possesso delle quote acquistate dal Comune.
Davide Pinna
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