Oristano, pronto soccorso: riapertura precaria al San Martino

Rimangono pazienti covid, definiti percorsi diversi per ridurre i contagi, ma la Assl teme un nuovo blocco

ORISTANO. Il Pronto soccorso del san Martino ha ripreso ad accogliere anche i pazienti non covid. Per più di tre settimane, la struttura si era necessariamente trasformata in un reparto covid, arrivando ad ospitare 22 pazienti, dei quali, due intubati, e altri assistiti con l’ossigeno. Dopo il trasferimento di diversi pazienti nei reparti Covid anche di altri ospedali, come spiega una nota dell'Asl, «è stato sanificato il cosiddetto “percorso pulito”, destinato ai pazienti con altre patologie».

La nota dell'Azienda, dunque smentisce l'esistenza di una della carenze strutturali del reparto, denunciate a più riprese dagli stessi sindacati dei medici: «Si chiarisce, a questo proposito, che il Pronto soccorso del San Martino garantisce, fin dall'inizio dell'emergenza, percorsi separati fra i pazienti con sospetto o accertato covid e quelli con altre patologie – si legge – Inoltre è da precisare che in questo periodo non sono mai state sospese le urgenze ostetriche, ginecologiche né quelle pediatriche». Indirettamente la Assl però conferma quanto comitati e sindacati continuano a ripetere da mesi e cioè che il sistema ospedaliero della Assl si sia trovato impreparato ad affrontare una emergenza ampiamente annunciata. «In questi giorni abbiamo fatto uno sforzo enorme per allestire nel minor tempo possibile i reparti Covid nella nostra provincia, con il principale obiettivo di restituire il Pronto soccorso alla piena operatività – spiega la direttrice della Assl Maria Valentina Marras – Abbiamo messo in campo Oristano, Ghilarza e Bosa».

La direttrice, non manca di ringraziare «tutto il personale per questo sforzo, in primo luogo quello del Pronto Soccorso che quotidianamente, ed in particolare in questi giorni, ha fatto e sta facendo un lavoro davvero straordinario per assicurare l'assistenza ai nostri pazienti», e annuncia nuovi interventi «per alleggerire ulteriormente il carico della struttura dedicata alle emergenze ed urgenze, compatibilmente con la situazione epidemiologica generale». Nel frattempo, ieri mattina davanti ai cancelli del San Martino, si svolgeva una nuova manifestazione di protesta indetta dai Comitati per denunciare le gravi carenze della sanità pubblica nella provincia, che non riguardano solo le emergenze: «Tutti i pazienti con patologie croniche e oncologici non hanno trovato e non trovano nell'ospedale e nel territorio le risposte indispensabili per proseguire i controlli di follow-up. Questo è infatti l'ulteriore dramma della pandemia in corso, quello i cui devastanti effetti si vedranno tra mesi», scrivono in una nota che si conclude con un affondo alla politica regionale e locale. «si è dimostrata del tutto inadeguata a fronteggiare una situazione che invece era stata ampiamente prevista e denunciata dalle autorità sanitarie a livello nazionale e mondiale. Ad Oristano, a fronte di carenze ormai note da anni si è assistito allo smantellamento del reparto covid inaugurato ad aprile senza che sia stato realizzato un percorso alternativo»

 

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