La Reggia, la Torre giudicale e poi le bocche di lupo delle celle
ORISTANO. Da un lato gli uffici, dall'altro le ben poco accoglienti celle dove fino al 2012 venivano ospitati i detenuti, compresi gli ergastolani. Ha una doppia natura, l'ex carcere di piazza Manno...
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ORISTANO. Da un lato gli uffici, dall'altro le ben poco accoglienti celle dove fino al 2012 venivano ospitati i detenuti, compresi gli ergastolani. Ha una doppia natura, l'ex carcere di piazza Manno così come doppia è la sua storia. E certamente la parte che interessa di più gli oristanesi è quella legata all'epoca giudicale, quando la struttura era divisa in due parti: da un lato, dove oggi ci sono le celle, il castello e la torre di San Filippo, dall'altro la reggia dei giudici. Ormai di quell'epoca è rimasto poco, dentro il palazzo, ma resta un posto speciale nel cuore degli oristanesi e lo dimostrano le lunghe file che si sono sempre create qin occasione dell'apertura per Monumenti Aperti. Una delle cose che si sa con certezza è che negli anni Sessanta si verificò un crollo della pavimentazione stradale in via Angioy. Venne alla luce una galleria in mattoni larga 1,5 e alta 4,5 metri. La struttura fece pensare a un canale di drenaggio o a un sistema di gallerie per mettere in comunicazione il palazzo giudicale con l'esterno delle mura. Ma per ragioni di sicurezza legate all'edificio carcerario il condotto fu richiuso. Ecco, chissà che ora che non ci sono più rischi di evasione non si possa far luce su questo mistero. (dav.pi.)
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