Pronto soccorso, oggi i possibili rinforzi

Cinque medici a tempo al San Martino, due a Bosa. Stamattina la firma dei contratti e poi l’inserimento nelle corsie

ORISTANO. Nell’ingiustificato, ma forse umanamente comprensibile, silenzio dei vertici Assl, il pronto soccorso del San Martino continua a rimanere un luogo di dolore e sofferenza oltre il lecito. A ieri erano 13 i pazienti ricoverati nelle sale, alcuni intubati, alcuni in gravi condizioni. Una sala è rimasta “libera” per le eventuali e improvvise emergenze, ma non tale da poter definire in qualche modo il Pronto soccorso aperto e fruibile.

Le difficoltà per gli operatori non sono cessate, tutt’altro, al punto che per evitare pericolosi contagi alcuni pazienti poi destinati ad altri reparti del San Martino sono stati visitati, prima di essere sottoposti al tradizionale tampoe, nelle ambulanze.

Una situazione insostenibile, che a voler essere ottimisti oggi potrebbe ricevere una piccola svolta. Per questa mattina infatti è attesa la firma per i primi sette medici, della lista regionale dei 770 , chiamati a supportare il sistema sanitario. Saranno assunti a temo per sei mesi, prorogabili e secondo le indiscrezioni provenienti dalla direzione sanitaria saranno destinati a Bosa, due, e al San Martino, cinque. Non si conoscono età e specializzazioni dei nuovi medici, ma sicuramente la Assl non manderà neo laureati, senza specializzazione, nell’occhio del ciclone; magari li destinerà a reparti più “tranquilli”, per liberarli dai carichi di lavoro e ridistribuire il personale con esperienza e competenze là dove serve. Il punto è che anche con le migliori intenzioni il sistema rischia di non reggere se in realtà deboli e dai piccoli numeri con Bosa o Oristano arrivano ogni giorno, per essere ricoverati, due o tre pazienti. Liberare con questi numeri e questa frequenza di nuovi casi il Pronto soccorso del San Martino non sarà semplice né immediato. E su questo tema interviene anche la Cisl, che in una nota esprime «grande preoccupazione per la grave situazione che si è venuta a creare. Il persistente aumento dei casi di contagio da Covid – scrive il segretario della Funzione Pubblica Salvatore Seoni – sta creando delle grosse difficoltà nella gestione dell’emergenza sanitaria che è sempre più difficile da controllare ed è prossima al collasso. La pressione cui è sottoposto il personale del pronto soccorso sta provocando un senso di frustrazione e di impotenza per le tante criticità che riscontrano giornalmente, inasprite ulteriormente dalla cronica carenza di risorse umane. Servono soluzioni che permettano di colmare il vuoto in organico del personale sanitario, di aumentare ulteriormente i posti Covid secondo una reale necessità e dare continuità operativa al pronto soccorso del Presidio Ospedaliero di Oristano».

WsStaticBoxes WsStaticBoxes