Ecco i rinforzi per gli ospedali: in arrivo dieci giovani medici

ORISTANO. Uno spiraglio di luce si intravede. Pur tra le proteste e le perplessità che riguardano vari aspetti dell’organizzazione sanitaria, gli organici dei medici nell’’Assl di Oristano trovano un...

ORISTANO. Uno spiraglio di luce si intravede. Pur tra le proteste e le perplessità che riguardano vari aspetti dell’organizzazione sanitaria, gli organici dei medici nell’’Assl di Oristano trovano un piccolo ristoro. Saranno infatti dieci le forze in più su cui si potrà contare per i vari ospedali della provincia. Sono una minima parte dei 232 medici chiamati dalla Regione per colmare le carenze di organico in vari settori dell’assistenza ospedaliera. Sono i primi dieci a cui seguiranno altrettanti medici, sebbene di medici veri e propri ancora non si possa parlare, ma sarebbe meglio definirli laureati in medicina, visto che la maggior parte di loro non ha ancora concluso o iniziato la specializzazione.

A ogni buon conto otto sono destinati all’ospedale San Martino, dove saranno dislocati tra il pronto soccorso e il reparto covid dell’ospedale del capoluogo, mentre uno a testa ne avranno in organico gli ospedali di Bosa e Ghilarza. A proposito di quest’ultimo ospedale si registra l’ennesima protesta per via di problemi che l’Assl non riesce a sanare. Il segretario territoriale della Cisl funzione pubblica, Salvatore Seoni, ha inviato una nota alla direzione generale sollecitando un immediato intervento per il reparto Covid del Delogu.

Non di soli medici ha bisogno l’ospedale di Ghilarza, visto che il sindacato si sofferma su un altro aspetto della situazione: «Gli infermieri sono costretti a turnare uno per volta sia nel turno della mattina che in quello del pomeriggio, con il rischio di lasciare il reparto scoperto, con il solo medico e oss, nel caso in cui l’infermiere collabori per il trasporto del paziente in un’altra struttura». Ma è la situazione del Pronto soccorso (m.c.)

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